21 agosto 2026 – Chhatrapati Sambhajinagar, Maharashtra. Una tragedia familiare ha sconvolto il distretto di Chhatrapati Sambhajinagar, nello Stato indiano del Maharashtra. Tre persone della stessa famiglia sono morte dopo una drammatica sequenza di eventi sulla collina di Khavdya Dongar, nella zona di Tisgaon.
A perdere la vita sono stati il 18enne Kunal Chandgude, il padre Murlidhar Chandgude, di 48 anni, e la madre Sangeeta Chandgude. Alcune testate hanno indicato Kunal come 19enne, mentre altre, tra cui Times of India e NDTV, riportano 18 anni. La differenza sembra dipendere da ricostruzioni anagrafiche non uniformi nelle prime ore della vicenda.
La drammatica sequenza del 21 agosto
Secondo le ricostruzioni iniziali, Kunal avrebbe raggiunto la zona della collina intorno alle 10 del mattino, posizionandosi nei pressi del bordo della parete rocciosa. Il ragazzo avrebbe manifestato l’intenzione di lanciarsi nel vuoto.
I genitori lo avrebbero raggiunto nel tentativo di convincerlo a tornare indietro. Sul posto sarebbero intervenuti anche residenti, agenti di polizia, vigili del fuoco e altre persone, impegnate per circa tre ore nel tentativo di riportare il giovane lontano dal precipizio.
A un certo punto, secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori e dai testimoni, Kunal sarebbe precipitato. Il padre Murlidhar avrebbe cercato di raggiungerlo per salvarlo, perdendo a sua volta l’equilibrio e cadendo nel burrone.
La madre Sangeeta, dopo aver assistito alla caduta del figlio e del marito, sarebbe anch’essa precipitata dalla collina. I tre sono morti. Le autorità hanno successivamente recuperato i corpi e avviato gli accertamenti previsti.
Le immagini degli ultimi momenti
La tragedia è stata parzialmente documentata da alcuni video realizzati dalle persone presenti sulla collina. In uno dei filmati si vedono alcuni presenti, tra cui il rappresentante del villaggio e altre persone, mentre cercano disperatamente di convincere il ragazzo ad allontanarsi dal bordo.
Un altro video, successivamente rilanciato dai media indiani, mostra la madre inginocchiata mentre cerca di persuadere il figlio a tornare indietro.
Le immagini hanno avuto una forte diffusione sui social network, ma il loro contenuto particolarmente delicato impone cautela nella loro ripubblicazione.
La prima ricostruzione: la questione dell’iPhone
Nelle ore successive alla tragedia, la vicenda è stata inizialmente raccontata come conseguenza di una discussione familiare legata a un iPhone acquistato a rate.
Secondo questa prima ricostruzione, Kunal avrebbe acquistato un telefono costoso e avrebbe avuto difficoltà a sostenere le rate. Da qui sarebbe nato un conflitto con i genitori, che avrebbe preceduto il suo arrivo sulla collina.
Questa versione è stata riportata da diverse testate indiane e internazionali. India Today, nelle prime ore, aveva descritto l’episodio come una tragedia iniziata dopo una discussione relativa alla richiesta di un iPhone; anche altre testate hanno seguito inizialmente questa pista.
La questione del telefono, tuttavia, non può essere oggi presentata come una causa definitivamente accertata della tragedia.
L’indagine cambia direzione: «Non è stato l’iPhone»
Già nei giorni successivi sono emersi elementi differenti.
La polizia di Chhatrapati Sambhajinagar ha riferito che le prime verifiche avrebbero evidenziato seri problemi e tensioni all’interno della famiglia, indicando il conflitto familiare come elemento centrale della vicenda e ridimensionando l’ipotesi secondo cui tutto sarebbe nato esclusivamente dalla questione dell’iPhone.
Gli investigatori avrebbero inoltre scoperto che Kunal aveva già raggiunto la stessa zona circa un anno prima manifestando intenzioni analoghe e che in quell’occasione era stato fermato e riportato in salvo.
Questo elemento, se confermato dagli accertamenti, introduce nella vicenda una storia di disagio precedente all’episodio del 21 agosto e rende ancora più complesso stabilire un’unica causa immediata.
La zia della famiglia: «La storia dell’iPhone è una voce»
A contestare apertamente la prima versione è stata Pallavi Patil, sorella di Sangeeta e quindi zia di Kunal.
In un video diffuso sui social, la donna ha chiesto di interrompere la circolazione di ricostruzioni che, a suo giudizio, non corrispondono alla realtà della famiglia. Patil ha definito la storia dell’iPhone una voce e ha accusato chi la sta diffondendo di parlare senza conoscere realmente le circostanze della tragedia.
La donna ha spiegato di essere la sorella di Sangeeta, la zia di Kunal e la cognata di Murlidhar, sottolineando il dolore della famiglia mentre sui social continuavano a circolare versioni differenti dell’accaduto.
La nuova versione della famiglia: Kunal voleva convincere il padre a tornare a casa
Nelle ultime ore è emersa un’ulteriore ricostruzione, sempre proveniente dalla famiglia.
Secondo quanto riferito dalla zia, Kunal non sarebbe salito sulla collina con l’intenzione di togliersi la vita, ma avrebbe voluto provocare una reazione emotiva del padre e convincerlo a tornare a casa.
La donna ha collegato il comportamento del ragazzo alle tensioni e ai contrasti che, secondo la famiglia, esistevano già da tempo tra i genitori. In questa versione, dunque, l’iPhone non sarebbe stato il motivo della tragedia, ma una circostanza successivamente associata all’episodio attraverso una ricostruzione ritenuta dalla famiglia non corretta.
È importante sottolineare che questa è la versione riferita da una familiare e non un fatto definitivamente accertato dagli investigatori.
Un vecchio video della madre aggiunge un altro elemento
Nel frattempo, gli investigatori stanno esaminando anche alcuni contenuti pubblicati online dalla madre, Sangeeta, prima della tragedia.
Un suo vecchio video è tornato a circolare dopo la morte della famiglia. Nel filmato la donna affrontava temi legati a rapporti personali, sofferenza e alla sensazione di non essere adeguatamente valorizzata.
Il contenuto è stato acquisito nell’ambito della ricostruzione dei rapporti familiari e viene valutato dagli investigatori come possibile elemento utile a comprendere il contesto precedente alla tragedia. Non costituisce, da solo, una prova sulle cause dell’accaduto.
Cosa sappiamo e cosa resta da chiarire
A questo punto della ricostruzione, alcuni elementi sono chiari: la tragedia è avvenuta il 21 agosto 2026 a Khavdya Dongar, nel distretto di Chhatrapati Sambhajinagar; Kunal e i suoi genitori sono morti dopo la caduta dalla collina; sul posto erano presenti soccorritori e numerosi cittadini che avevano tentato di impedire l’epilogo.
Resta invece da chiarire con precisione che cosa abbia determinato la decisione del ragazzo di raggiungere la collina e quale sia stato il peso delle tensioni familiari, della questione economica legata al telefono e degli altri problemi emersi successivamente.
La prima narrazione sull’iPhone è stata ampiamente diffusa nelle ore successive alla tragedia, ma è stata poi contestata dalla famiglia e ridimensionata dalle successive dichiarazioni della polizia. Parallelamente, i familiari hanno fornito una spiegazione alternativa che attribuisce un ruolo centrale ai conflitti interni alla famiglia.
Per questo, allo stato attuale, non è corretto ridurre la morte di tre persone a una semplice “tragedia per un iPhone”.
La vicenda resta oggetto di accertamenti e le diverse versioni devono essere mantenute distinte: da una parte quella inizialmente diffusa da diversi media, dall’altra gli elementi successivamente emersi dalle indagini e le dichiarazioni dei familiari.
Una tragedia che lascia ancora interrogativi
La storia di Khavdya Dongar è diventata rapidamente virale anche per le immagini degli ultimi momenti, ma dietro quei video rimane una vicenda familiare molto più complessa di quanto possa suggerire una prima ricostruzione.
Il lavoro degli investigatori dovrà ora stabilire quale sia stata la reale dinamica dei fatti e soprattutto che cosa abbia portato un ragazzo a raggiungere quel luogo e una famiglia intera a trovarsi coinvolta, nel giro di pochi minuti, in una tragedia irreversibile.
Flash Notizie 24 continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda, distinguendo le informazioni accertate dalle dichiarazioni dei familiari e dalle ricostruzioni ancora oggetto di verifica.



