Una nuova email porta al centro dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana il rischio legato alla schiuma fonoassorbente del Constellation. A scriverla sarebbe stata Rose-Marie Clavien, ex consigliera comunale con delega all’edilizia. Durante l’interrogatorio del 28 agosto non avrebbe risposto alle domande relative al documento ed è diventata la diciassettesima persona indagata.
Una nuova email potrebbe rappresentare un importante elemento nell’inchiesta sull’incendio del Le Constellation di Crans-Montana, il locale svizzero distrutto dalle fiamme nella notte del 1° gennaio 2026, dove morirono 41 persone e 115 rimasero ferite.
Il documento, secondo quanto emerso da un’inchiesta del quotidiano svizzero Tages-Anzeiger e riportato da diverse testate, riguarda proprio la schiuma fonoassorbente utilizzata nel locale, materiale già finito al centro delle indagini sulla dinamica dell’incendio.
L’email sulla schiuma che poteva incendiarsi
Al centro della nuova ricostruzione c’è Rose-Marie Clavien, ex consigliera comunale di Crans-Montana con delega all’edilizia dal 2017 al 2024.
Secondo le informazioni emerse, Clavien avrebbe inviato un’email nella quale segnalava la necessità di prestare attenzione alla schiuma utilizzata per l’isolamento acustico, evidenziando il rischio che il materiale potesse prendere fuoco e provocare un incendio nel locale.
Il documento sarebbe stato mostrato agli investigatori durante un interrogatorio a Sion. Proprio il confronto con questa email avrebbe assunto particolare rilievo nell’ambito dell’inchiesta.
La circostanza, tuttavia, dovrà essere valutata dalla magistratura insieme agli altri elementi raccolti: non significa, allo stato attuale, che sia stata accertata una responsabilità penale della ex consigliera né che il Comune sia responsabile della tragedia.
Rose-Marie Clavien non risponde alle domande
La vicenda si intreccia con un altro sviluppo già avvenuto alla fine di agosto.
Il 28 agosto 2026, Rose-Marie Clavien era stata ascoltata inizialmente come persona informata sui fatti. Al termine dell’interrogatorio, la sua posizione era però cambiata ed era diventata la diciassettesima persona coinvolta nell’inchiesta penale. La notizia era stata confermata anche dalla Procura vallesana attraverso la stampa svizzera.
Secondo le informazioni diffuse oggi, durante l’interrogatorio del 28 agosto Clavien si è avvalsa della facoltà di non rispondere sulle domande relative all’email sulla pericolosità della schiuma.
La nuova posizione della ex consigliera si inserisce quindi in un’inchiesta che coinvolge già 17 persone, tra cui i titolari del Constellation, diversi dipendenti ed ex dipendenti comunali e diversi esponenti politici, compreso il sindaco di Crans-Montana.
La schiuma era già finita al centro dell’inchiesta
Il nuovo elemento non arriva però in un vuoto investigativo.
Nei mesi scorsi erano già emerse informazioni sulla conoscenza del rischio legato alla schiuma fonoassorbente presente nel locale.
Nel dicembre 2019, Jessica Moretti, proprietaria del Constellation, aveva inviato ai dipendenti un messaggio nel quale li invitava a prestare particolare attenzione all’utilizzo delle candele scintillanti, avvertendo del rischio che le scintille potessero raggiungere la schiuma e provocare un incendio.
Quella comunicazione è diventata uno degli elementi considerati dagli investigatori per ricostruire quanto fosse conosciuta, prima della tragedia, la pericolosità del materiale presente nel locale.
Il nuovo documento attribuito a Clavien aggiunge ora un elemento diverso: l’allarme sulla schiuma sarebbe comparso anche in una comunicazione riconducibile a una figura istituzionale con responsabilità nel settore dell’edilizia comunale.
I controlli di sicurezza al Constellation
Un altro filone dell’inchiesta riguarda i controlli effettuati negli anni sul locale.
Il Comune di Crans-Montana ha comunicato ufficialmente che nel 2016, 2018 e 2019 erano stati effettuati controlli, compresi quelli relativi alle norme antincendio, con richieste di modifiche per adeguare il locale alle prescrizioni. Lo stesso Comune ha però riconosciuto una carenza nei controlli periodici tra il 2020 e il 2025.
Un’inchiesta della RSI ha inoltre riferito che, prima dell’inaugurazione del Constellation nel 2015, non sarebbe stata effettuata un’ispezione approfondita dell’edificio, mentre successivamente sono emerse diverse criticità relative ai controlli di sicurezza.
La stessa Polizia cantonale vallesana aveva indicato fin dai primi giorni dell’inchiesta che gli accertamenti avrebbero riguardato, tra gli altri aspetti, la conformità dei lavori, i materiali utilizzati, le vie di fuga, i mezzi di estinzione e il rispetto delle norme antincendio.
Cosa significa la nuova email per l’inchiesta
Il valore della nuova email dovrà essere stabilito dagli inquirenti.
Il punto centrale non è soltanto capire chi conoscesse la pericolosità della schiuma, ma anche quando questa informazione fosse disponibile, a chi fosse stata comunicata e soprattutto quali eventuali provvedimenti siano stati adottati dopo le segnalazioni.
La documentazione dovrà quindi essere messa in relazione con gli altri elementi già acquisiti dalla Procura del Canton Vallese.
L’inchiesta dovrà chiarire se e in quale misura eventuali omissioni, autorizzazioni, controlli mancati o carenze nella sicurezza abbiano contribuito alla catena di eventi che ha portato alla tragedia.
Per questo motivo, allo stato attuale, non è possibile affermare che la nuova email dimostri una responsabilità del Comune nell’incendio. Il documento rappresenta però un nuovo elemento investigativo che potrebbe contribuire a ricostruire cosa fosse noto prima della notte del 1° gennaio.
La strage di Crans-Montana
L’incendio scoppiò nella notte di Capodanno al Le Constellation, nella località sciistica svizzera di Crans-Montana.
Secondo la Polizia cantonale vallesana, le prime informazioni raccolte indicavano una propagazione estremamente rapida del fuoco, con una grande quantità di fumo e calore. Gli investigatori avevano individuato nell’utilizzo di fontane pirotecniche un elemento collegato all’origine dell’incendio.
Il bilancio definitivo della tragedia è di 41 morti e 115 feriti.
A distanza di mesi, l’inchiesta continua quindi a concentrarsi non soltanto sulla dinamica dell’incendio, ma anche sulla catena delle responsabilità e sulle informazioni disponibili prima della tragedia.
La nuova email sulla schiuma infiammabile potrebbe rappresentare un ulteriore tassello per capire proprio questo.
FONTI
- Corriere del Ticino – “Crans-Montana, quell’e-mail sulla schiuma che cambia l’inchiesta”
- Open – “L’email che accusa il comune di Crans-Montana”
- ANSA / Regione Valle d’Aosta – nuova email sulla schiuma e diciassettesima indagata
- RSI – Rose-Marie Clavien sotto inchiesta
- RSI – Nessun controllo di sicurezza al Constellation prima dell’inaugurazione del 2015
- Comune di Crans-Montana – comunicato sui controlli e sulle misure di sicurezza
- Polizia cantonale vallesana – punto sull’inchiesta



