Elezioni Sassonia-Anhalt 2026: trionfo AfD al 44,5%, terremoto in Germania e tensioni in Italia

Foto: Roy Zuo / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

Le elezioni Sassonia-Anhalt 2026 segnano un risultato storico per l’AfD. Secondo le prime proiezioni, il partito di estrema destra raggiunge il 44,5% dei voti, più che raddoppiando il risultato del 2021. La CDU del cancelliere Friedrich Merz crolla invece al 18,5%. Il risultato apre uno scenario inedito per la Germania e provoca reazioni opposte anche all’interno del centrodestra italiano. 

Elezioni Sassonia-Anhalt 2026: l’AfD sfonda al 44,5%

Le elezioni Sassonia-Anhalt 2026 consegnano un risultato destinato a superare i confini del Land orientale tedesco.

Secondo le prime proiezioni diffuse dalle emittenti pubbliche ARD e ZDF, l’Alternative für Deutschland (AfD) si attesta al 44,5%, contro il 20,8% ottenuto nelle precedenti elezioni regionali del 2021.

La CDU del ministro-presidente uscente Sven Schulze, il partito del cancelliere Friedrich Merz, si ferma invece al 18,5%, dopo il 37,1% di cinque anni fa. 

Si tratta del miglior risultato mai ottenuto dall’AfD in un’elezione regionale tedesca e di una pesante battuta d’arresto per la CDU, che governa la Sassonia-Anhalt dal 2002. 

Il voto assume quindi un significato che va ben oltre la politica locale.

Un risultato storico, ma attenzione al riferimento a Hitler

Il risultato ha immediatamente riacceso il dibattito sulla storia politica tedesca e sul rapporto con il passato nazista.

Su questo punto, però, è necessario essere precisi.

Non è corretto dire semplicemente che “i neonazisti hanno vinto in Germania per la prima volta dai tempi di Hitler”. L’AfD è una formazione politica contemporanea e il termine “neonazista” non può essere utilizzato come sinonimo automatico di AfD.

Il dato storico corretto è un altro: se l’AfD riuscisse a trasformare il risultato elettorale in un governo regionale, si tratterebbe del primo esecutivo di estrema destra in Germania dal 1945. Nessun partito classificato come estrema destra ha finora guidato un governo di un Land nella Germania del dopoguerra. 

La sezione regionale dell’AfD in Sassonia-Anhalt è inoltre classificata dalle autorità tedesche come organizzazione di estrema destra, una valutazione che il partito respinge. 

È dunque questo il vero elemento storico del voto: non un ritorno al passato nazista, ma la possibilità concreta che una formazione di estrema destra arrivi per la prima volta alla guida di un Land nella Germania del dopoguerra.

L’AfD ha vinto, ma non è ancora detto che possa governare

Il 44,5% non significa automaticamente che l’AfD possa formare il governo.

Il Parlamento regionale della Sassonia-Anhalt conta 83 seggi e per ottenere una maggioranza autonoma il partito avrebbe bisogno di almeno 42 seggi.

Le prime proiezioni lasciano l’AfD vicinissima alla maggioranza assoluta, ma il numero definitivo dei seggi dipende anche dal superamento della soglia del 5% da parte dei partiti più piccoli. In particolare, il risultato del BSW di Sahra Wagenknecht può incidere sulla composizione finale del Landtag. 

C’è poi un ostacolo politico ancora più importante.

La CDU ha già escluso qualsiasi collaborazione con l’AfD. La segretaria generale del partito, Franziska Hoppermann, ha dichiarato che i cristiano-democratici non collaboreranno con gli estremisti e, in particolare, con quelli di estrema destra. 

È il cosiddetto “firewall”, l’argine politico attraverso il quale i principali partiti tedeschi hanno finora escluso alleanze con l’AfD.

La grande domanda delle prossime ore sarà quindi: l’AfD riuscirà a governare da sola oppure il resto del Parlamento riuscirà a costruire una maggioranza alternativa?

Il crollo della CDU e il messaggio a Friedrich Merz

Il secondo grande dato delle elezioni Sassonia-Anhalt 2026 riguarda la CDU.

Il partito passa dal 37,1% del 2021 al 18,5% delle prime proiezioni. Una perdita di quasi metà dei consensi in cinque anni. 

Per Friedrich Merz il risultato rappresenta un evidente campanello d’allarme.

Il cancelliere guida dal 2025 una coalizione nazionale già alle prese con difficoltà di consenso e con una situazione economica che continua a rappresentare uno dei principali problemi della Germania.

Ulrich Siegmund, candidato di punta dell’AfD in Sassonia-Anhalt, ha interpretato il risultato proprio come un messaggio rivolto a Berlino, sostenendo che gli elettori abbiano voluto dire che “non si può continuare così”. 

Il voto regionale diventa quindi anche una sorta di referendum politico sul clima nazionale tedesco, pur senza poter essere considerato un voto diretto sul governo federale.

Perché l’AfD è cresciuta così tanto

Ridurre il 44,5% dell’AfD a una sola motivazione sarebbe però semplicistico.

Il partito ha costruito la propria campagna su temi come immigrazione, sicurezza, identità nazionale, critica alle politiche di Berlino e dell’Unione europea, oltre che sulla protesta contro i partiti tradizionali.

La Sassonia-Anhalt, inoltre, appartiene all’ex Germania Est ed è uno dei territori dove il divario economico e sociale con le regioni occidentali continua a pesare sul sentimento politico.

La regione è anche caratterizzata da una popolazione relativamente anziana e da problemi demografici importanti. L’AfD è particolarmente forte proprio nei Länder orientali della Germania. 

Il risultato va quindi letto come la somma di malcontento economico, questione migratoria, sfiducia verso i partiti tradizionali e specificità storiche della Germania orientale.

L’affluenza record: un dato da non sottovalutare

C’è poi un altro elemento interessante.

Alle elezioni ha votato circa l’80% degli aventi diritto, secondo i dati diffusi dalla ZDF: si tratta della più alta affluenza mai registrata nella Sassonia-Anhalt. 

Questo dato è particolarmente importante perché mostra che la crescita dell’AfD non è avvenuta semplicemente in presenza di un’astensione record.

Al contrario, la partecipazione è aumentata in maniera significativa.

Il voto appare quindi come una forte mobilitazione politica dell’elettorato, con una parte consistente degli elettori che ha scelto di premiare l’AfD.

Il terremoto arriva in Italia: Salvini esulta

La vittoria dell’AfD ha avuto immediate ripercussioni anche sulla politica italiana.

Il primo esponente del governo a intervenire è stato Matteo Salvini.

Il vicepremier e leader della Lega ha definito il risultato un “trionfo clamoroso”, complimentandosi con Alice Weidel e con tutta l’AfD.

Salvini ha interpretato il voto come la dimostrazione di una forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro, respingendo le letture allarmistiche sul risultato.

«Un’altra Europa è possibile», ha scritto il leader della Lega, aggiungendo che quello dell’AfD è, a suo giudizio, un successo democratico. 

La reazione di Salvini non è quindi soltanto una valutazione sul voto tedesco: rappresenta anche una precisa idea di come dovrebbe cambiare l’Europa.

Tajani: “Una pessima notizia”

Poche ore dopo è arrivata una posizione diametralmente opposta da Antonio Tajani.

Il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia ha definito l’esito della Sassonia-Anhalt “una pessima notizia”, auspicando che rimanga un’eccezione locale.

Tajani ha sottolineato che l’AfD rappresenta, secondo Forza Italia, una forza politica antitetica ai valori liberali e occidentali nei quali il partito si riconosce.

Il leader di Forza Italia ha inoltre parlato della necessità di mettere in campo “contromisure” contro quella che ha definito una possibile deriva “populista e fanatica” in Europa. 

Ed è proprio qui che il voto tedesco assume un significato particolare per l’Italia.

Salvini e Tajani: due letture opposte della stessa vittoria

Da una parte c’è Salvini che considera il 44,5% dell’AfD un segnale positivo e una conferma della richiesta di cambiamento.

Dall’altra c’è Tajani, che vede nello stesso risultato un pericolo per l’equilibrio liberale e occidentale dell’Europa.

Non si tratta quindi semplicemente di due commenti diversi sulla stessa elezione.

È una divergenza strategica all’interno del centrodestra italiano sul rapporto con la nuova destra europea.

La Lega di Salvini ha costruito negli anni rapporti sempre più stretti con diverse forze sovraniste e identitarie europee.

Forza Italia, invece, rimane saldamente collocata nel Partito Popolare Europeo, la famiglia politica europea alla quale appartiene anche la CDU di Friedrich Merz.

Il risultato tedesco mette quindi in evidenza una questione che riguarda direttamente gli equilibri della maggioranza italiana: quanto deve spostarsi a destra il centrodestra europeo e italiano di fronte alla crescita dell’AfD e delle altre forze sovraniste?

E Giorgia Meloni?

In questo quadro, la posizione di Giorgia Meloni diventa particolarmente delicata.

La presidente del Consiglio deve mantenere contemporaneamente il rapporto con il PPE e con le istituzioni europee, ma anche governare gli equilibri interni al centrodestra italiano.

Il risultato della Sassonia-Anhalt mostra quanto siano ormai diverse le sensibilità presenti nella maggioranza.

Salvini vede nell’avanzata dell’AfD un’opportunità politica. Tajani la considera invece un rischio da contrastare.

Meloni si trova nel mezzo di questa dinamica, con la necessità di mantenere un equilibrio tra il posizionamento europeo di Fratelli d’Italia e i rapporti con gli alleati di governo.

Per questo il voto tedesco potrebbe diventare anche un nuovo terreno di confronto all’interno del centrodestra italiano.

Cosa significa per l’Europa

Il risultato della Sassonia-Anhalt non significa che l’intera Europa abbia improvvisamente scelto l’estrema destra.

Sarebbe una conclusione troppo semplicistica.

Ma racconta qualcosa di difficilmente ignorabile: una parte molto consistente dell’elettorato tedesco ha scelto una forza politica che per anni è rimasta ai margini del sistema e che oggi è diventata il primo partito in un’elezione regionale. 

La Germania rappresenta inoltre un caso particolarmente sensibile per la storia europea.

Per questo il successo dell’AfD assume un peso simbolico superiore rispetto a quello di una normale elezione regionale.

Se il partito riuscisse anche a formare il governo del Land, si aprirebbe un precedente senza precedenti nella Germania democratica del dopoguerra.

Il vero punto interrogativo è cosa succederà adesso

Il 44,5% è dunque soltanto l’inizio della storia.

Ora bisognerà capire la composizione definitiva del Landtag, verificare se l’AfD avrà effettivamente i numeri per governare e osservare come reagiranno CDU, SPD, Verdi e Linke.

Ma parallelamente sarà interessante osservare cosa succederà fuori dalla Germania.

Perché la domanda ormai non riguarda soltanto chi ha vinto in Sassonia-Anhalt.

Riguarda il futuro della destra europea, il rapporto tra partiti conservatori e forze di estrema destra e, soprattutto, quanto il successo dell’AfD riuscirà a influenzare il dibattito politico anche in Italia.

Le reazioni opposte di Salvini e Tajani dimostrano che quella discussione, almeno nel centrodestra italiano, è già iniziata. 

Fonti

  • Reuters – risultati elettorali e scenari politici in Sassonia-Anhalt. 
  • Tagesschau / ARD – dati delle elezioni e risultato dell’AfD. 
  • Ufficio statistico del Land Sassonia-Anhalt – informazioni ufficiali sulla Landtagswahl 2026. 
  • ANSA – dichiarazioni di Antonio Tajani sul risultato. 
  • la Repubblica – reazioni di Matteo Salvini e del centrodestra italiano. 

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