Il generale ed europarlamentare prepara una nuova pubblicazione, che sarà autoprodotta come Il mondo al contrario. In un video sui social anticipa soltanto la data di uscita, prevista per l’ultima settimana di novembre, e lancia una battuta sui possibili primi recensori: Matteo Pucciarelli e Aldo Cazzullo. Un riferimento ironico al clamore mediatico che nel 2023 accompagnò il suo primo libro, diventato un caso editoriale e il punto di partenza della sua notorietà nazionale.
Roberto Vannacci torna a puntare sui libri. Il generale ed europarlamentare ha annunciato attraverso i propri canali social di essere ormai prossimo alla conclusione del suo nuovo lavoro editoriale. Il volume è in fase di completamento e arriverà nelle librerie digitali, secondo quanto anticipato dallo stesso autore, nell’ultima settimana di novembre 2026.
Per il momento, però, non ci sono anticipazioni sul contenuto. Né il titolo né gli argomenti trattati sono stati resi pubblici. Vannacci ha scelto di mantenere il massimo riserbo, lasciando che sia proprio la curiosità a circondare il nuovo progetto.
Una sola informazione è stata confermata: anche questa volta il libro sarà autopubblicato, seguendo la formula già sperimentata con Il mondo al contrario, il saggio che nell’estate del 2023 lo portò al centro del dibattito politico e culturale italiano.
Ma è soprattutto la conclusione del suo messaggio ad attirare l’attenzione. Vannacci scrive infatti di sperare che Matteo Pucciarelli firmi la prima recensione e Aldo Cazzullo la seconda. Una battuta ironica, ma tutt’altro che casuale, che riporta direttamente alla stagione in cui le polemiche giornalistiche contribuirono a trasformare un libro autopubblicato in uno dei fenomeni editoriali e mediatici più discussi degli ultimi anni.
La battuta su Pucciarelli e Cazzullo: il ricordo del caso editoriale del 2023
Il riferimento a Matteo Pucciarelli ha un significato preciso nella storia pubblica di Vannacci.
Nell’agosto del 2023, quando il generale era ancora in servizio nell’Esercito e non aveva ancora intrapreso la sua carriera politica, il suo libro Il mondo al contrario cominciò a circolare fuori dalla cerchia dei lettori che lo avevano già conosciuto attraverso Amazon.
A portare il volume all’attenzione di un pubblico molto più ampio fu anche il lavoro giornalistico di Pucciarelli, firma di Repubblica, che il 18 agosto pubblicò un articolo dedicato alle dichiarazioni contenute nel libro e alle successive polemiche. Il 22 agosto seguì un altro articolo, nel quale venivano riportati i primi dati sulle vendite, che avevano raggiunto quota 22 mila copie secondo le informazioni disponibili in quel momento.
La vicenda ebbe una dinamica particolare: il libro finì al centro di un acceso confronto pubblico, con critiche, prese di posizione politiche e discussioni televisive. La notorietà dell’autore crebbe parallelamente alla diffusione delle polemiche.
In una successiva intervista a Slow News, lo stesso Pucciarelli ricostruì come era venuto a conoscenza del volume: il 14 agosto un ex militare, già sua fonte, gli aveva segnalato che in alcune chat circolava un libro scritto da un generale. Il giornalista lo aveva ordinato, letto e successivamente proposto alla redazione di Repubblica.
Pucciarelli spiegò anche di essere consapevole che la pubblicazione avrebbe potuto dare visibilità al libro, ma di non ritenere che questo dovesse condizionare la scelta di raccontare una notizia di interesse pubblico.
È proprio questo meccanismo che Vannacci sembra richiamare oggi con ironia: un libro che, anche grazie alle reazioni dei suoi critici, riuscì a raggiungere un’esposizione mediatica enormemente superiore a quella normalmente garantita a un’opera autopubblicata.
Il nome di Aldo Cazzullo completa la battuta. Il giornalista e commentatore del Corriere della Sera viene evocato come possibile secondo recensore, ma Vannacci non ha anticipato alcun coinvolgimento effettivo dei due giornalisti nel nuovo progetto.
Il mondo al contrario: da un libro autopubblicato al caso nazionale
Per comprendere il significato del nuovo annuncio è necessario tornare all’estate del 2023.
Il mondo al contrario nasce come un’opera autopubblicata attraverso la piattaforma Kindle Direct Publishing di Amazon. Non c’è inizialmente una grande casa editrice alle spalle, né una tradizionale campagna promozionale nazionale.
Il volume raccoglie le riflessioni personali dell’allora generale su una serie di questioni sociali, culturali e politiche. Tra gli argomenti affrontati figurano immigrazione, omosessualità, femminismo, ambientalismo, identità nazionale e rapporto tra maggioranza e minoranze.
La tesi generale dell’autore è che nella società contemporanea si sia verificato un rovesciamento dei valori e delle priorità, con minoranze che, secondo la sua interpretazione, avrebbero assunto un’influenza sproporzionata sul dibattito pubblico.
Sono soprattutto alcuni passaggi dedicati alle persone omosessuali, all’immigrazione e alla pallavolista Paola Egonu a provocare le reazioni più forti.
Le dichiarazioni contenute nel volume vengono contestate da esponenti politici, associazioni e commentatori. Il dibattito arriva anche nelle istituzioni e coinvolge il Ministero della Difesa e i vertici militari, che prendono le distanze dalle posizioni personali espresse dall’ufficiale.
Il ministro Guido Crosetto critica pubblicamente i contenuti del libro, definendoli posizioni personali che non rappresentano le Forze armate.
Nel frattempo, il volume conquista le classifiche di vendita.
Il caso dimostra quanto possa essere potente, nell’ecosistema mediatico contemporaneo, l’intreccio tra controversia, attenzione giornalistica e distribuzione digitale.
I numeri delle vendite: quasi 94 mila copie nelle prime settimane
Uno degli aspetti più significativi della vicenda riguarda i dati commerciali.
Secondo le rilevazioni GfK, riportate dalla stampa italiana, Il mondo al contrario vendette circa 93.700 copie tra il 10 e il 27 agosto 2023.
Un risultato eccezionale per un libro autopubblicato, arrivato in un periodo dell’anno tradizionalmente meno vivace per il mercato editoriale.
Il volume arrivò anche al quinto posto nella classifica dei libri più venduti in Italia nel 2023 secondo i dati riportati nella ricostruzione editoriale dell’Associazione Italiana Editori.
La crescita delle vendite si accompagnò a un’intensa attività di presentazioni pubbliche e a una presenza sempre più frequente dell’autore sui mezzi di comunicazione.
Vannacci ha successivamente parlato di oltre 230 mila copie vendute entro la fine del 2023, mentre i dati GfK delle prime settimane costituiscono una rilevazione riferita a un periodo specifico, non al totale dell’intera commercializzazione.
La differenza tra questi numeri è importante: le cifre non devono essere confuse né utilizzate come se descrivessero lo stesso intervallo temporale.
Il nodo delle vendite e le domande rimaste aperte: cosa è stato contestato
Il successo commerciale del libro ha alimentato anche interrogativi sul modo in cui si è sviluppata la crescita iniziale delle vendite.
È un tema tornato al centro dell’attenzione nel settembre 2026, quando Piazzapulita, su La7, ha dedicato un’inchiesta alla nascita della fortuna politica di Vannacci e all’andamento delle vendite del suo primo volume.
Il servizio ha riportato le testimonianze di Norberto De Angelis, ex collaboratore del generale, che ha definito anomalo l’andamento delle vendite nelle prime settimane.
Nel corso dell’inchiesta è stata avanzata anche l’ipotesi di possibili acquisti concentrati in pochi ordini o di fenomeni di acquisto in blocco, che avrebbero potuto contribuire al posizionamento del libro nelle classifiche.
Si tratta, tuttavia, di ipotesi e interrogativi giornalistici, non di irregolarità accertate.
L’inchiesta ha evidenziato un problema concreto di verificabilità: i dati completi degli ordini, la loro distribuzione temporale e gli eventuali indirizzi di consegna sono informazioni che possono essere consultate direttamente dall’autore attraverso il proprio account Kindle Direct Publishing e da Amazon.
Il servizio ha riferito che, interrogato sulla possibilità di rendere disponibili ulteriori informazioni, Vannacci ha replicato che i dubbi appartengono ai giornalisti e ha dichiarato che avrebbe valutato se fornire gli indirizzi di spedizione.
Anche Valigia Blu, con un approfondimento pubblicato il 28 settembre 2026, ha ripreso la questione, rivolgendo domande ad Amazon e allo stesso Vannacci. Amazon ha risposto di non divulgare dati sulle vendite dei singoli prodotti, senza però fornire chiarimenti su tutti gli altri aspetti sollevati dalla testata.
Il punto, quindi, non è stabilire sulla base di elementi incompleti che le vendite siano state manipolate, ma distinguere i dati pubblici dalle informazioni che non sono state rese disponibili per una verifica indipendente completa.
Il successo commerciale del libro è documentato dalle rilevazioni di mercato. Le modalità dettagliate attraverso cui si sono distribuiti gli ordini nelle prime giornate restano invece oggetto di domande giornalistiche.
Quanto ha guadagnato Vannacci con il primo libro
La vicenda editoriale ha avuto anche un’importante dimensione economica.
Nel luglio 2024, Matteo Pucciarelli pubblicò su Repubblica un articolo dedicato ai redditi dichiarati da Vannacci per la sua attività di scrittore.
Secondo quanto riportato nell’articolo, nella dichiarazione relativa al 2023 l’europarlamentare aveva indicato circa 800 mila euro di entrate derivanti dall’attività di scrittore e autore.
Una cifra che contribuì ad alimentare ulteriormente l’attenzione sul fenomeno editoriale.
È importante distinguere questo dato dalle stime basate sul prezzo di copertina e sulle royalties: il ricavo dell’autore non coincide con il valore complessivo delle copie vendute e non può essere ricostruito semplicemente moltiplicando il prezzo del libro per il numero di esemplari.
Il modello di autopubblicazione, infatti, prevede costi e percentuali differenti rispetto ai contratti tradizionali con una casa editrice.
Dal libro alla politica: la notorietà costruita intorno al caso
Il successo di Il mondo al contrario non rimase confinato al settore editoriale.
La notorietà acquisita da Vannacci contribuì a trasformarlo in un personaggio pubblico, con una presenza sempre più consistente nel dibattito politico nazionale.
Nel 2024 arrivò la candidatura alle elezioni europee con la Lega. Il risultato fu significativo: Vannacci ottenne oltre 555 mila preferenze, entrando al Parlamento europeo.
Nel frattempo, la sua attività editoriale proseguì con una seconda pubblicazione, Il coraggio vince, uscita nel marzo 2024 per Piemme. Un’autobiografia nella quale il generale racconta la propria esperienza militare, le missioni internazionali e il percorso professionale.
La sua traiettoria politica è poi proseguita con l’uscita dalla Lega e la fondazione di Futuro Nazionale, il partito il cui statuto è stato registrato nel febbraio 2026.
Il libro del 2023 rappresenta quindi, a posteriori, uno dei passaggi centrali nella costruzione della sua notorietà politica.
Non è possibile ridurre l’intera ascesa di Vannacci a un singolo articolo giornalistico o a un successo commerciale: sono intervenuti fattori diversi, dalla capacità di intercettare una parte dell’elettorato alla visibilità mediatica, fino alla successiva organizzazione politica.
Resta però evidente il ruolo che il primo libro ha avuto nell’aprire una finestra di attenzione nazionale sull’autore.
Il nuovo libro: una nuova operazione editoriale o un altro capitolo del progetto politico?
È questa la domanda che accompagna l’annuncio del nuovo volume.
Per ora Vannacci non ha fornito alcun elemento sui contenuti. Non è quindi possibile stabilire se il libro sarà un nuovo saggio politico, un approfondimento sui temi identitari e culturali già affrontati in passato, un’autobiografia oppure un’opera dedicata alla sua esperienza più recente.
La scelta di autopubblicarlo, tuttavia, rappresenta una continuità con il modello che ha accompagnato il suo primo grande successo.
L’autopubblicazione offre all’autore un controllo più diretto sul processo editoriale, sulla distribuzione e sulla promozione, ma richiede anche una capacità autonoma di raggiungere i lettori.
Nel caso di Vannacci, il pubblico costruito negli ultimi tre anni rappresenta un elemento che nel 2023 non aveva ancora le stesse dimensioni.
Oggi il generale non è più soltanto l’autore di un libro controverso: è un europarlamentare, il fondatore di una formazione politica e una figura che continua a occupare uno spazio riconoscibile nel confronto pubblico italiano.
Il nuovo volume arriverà dunque in un contesto molto diverso rispetto a quello del primo.
La sua pubblicazione potrà essere anche un’occasione per misurare quanto il pubblico costruito attraverso il caso editoriale del 2023 sia rimasto interessato alla sua produzione culturale e politica.
Per il momento, il titolo resta segreto. I contenuti anche. La data, invece, è stata anticipata: ultima settimana di novembre.
E la battuta su Pucciarelli e Cazzullo lascia intendere che Vannacci non abbia dimenticato la lezione del suo primo libro: nel mercato editoriale contemporaneo, talvolta, anche la polemica diventa parte della storia di un successo.



