Il 34enne è morto dopo una violenta aggressione all’esterno della discoteca Il Castello di Sangineto. Fermati due fratelli residenti in Lussemburgo: Domenico e Umberto Orsino. La Procura contesta il concorso in omicidio aggravato dai futili e abietti motivi. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Domani l’incarico per l’autopsia.
La morte di Antonio Perrotta, 34 anni, ha dato una svolta alle indagini avviate dopo la violenta aggressione avvenuta nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto 2026 all’esterno della discoteca Il Castello di Sangineto, nel Cosentino.
Perrotta, originario di Fuscaldo, svolgeva attività di sicurezza privata all’interno del locale. Dopo il pestaggio era stato trasportato all’ospedale di Cetraro e successivamente trasferito all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. È morto alle 4:30 del 10 agosto. Gli accertamenti medico-legali dovranno ora chiarire con precisione il rapporto tra le lesioni riportate durante l’aggressione e il successivo decesso.
La svolta è arrivata nelle ore successive alla morte: la Procura della Repubblica di Paola ha disposto il fermo di due fratelli, Domenico Orsino, 22 anni, e Umberto Orsino, 24 anni, entrambi originari della Calabria ma nati e residenti in Lussemburgo e domiciliati a Belvedere Marittimo. Nei loro confronti viene contestato, allo stato degli atti, il concorso in omicidio aggravato dai futili e abietti motivi.
I due sono stati interrogati dal pubblico ministero l’11 agosto e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Dopo gli interrogatori sono stati trasferiti nel carcere di Paola, in attesa dell’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari.
La lite nella discoteca e l’aggressione all’esterno
La dinamica esatta della notte è ancora oggetto di accertamenti, ma il decreto di fermo della Procura contiene una prima ricostruzione basata soprattutto sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sulle testimonianze raccolte dagli investigatori.
Secondo l’ipotesi accusatoria, all’interno della discoteca si sarebbe verificato un diverbio che avrebbe coinvolto Perrotta e i due giovani. Il personale della sicurezza sarebbe intervenuto per evitare che la situazione degenerasse, accompagnando i due fratelli fuori dal locale. Secondo quanto riportato nel provvedimento, all’origine della discussione ci sarebbe stato il loro allontanamento perché sprovvisti del biglietto d’ingresso.
Perrotta avrebbe poi seguito i due all’esterno, oltre le transenne che delimitavano l’area della discoteca. È in quel momento che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe iniziata la violenta colluttazione.
Le immagini acquisite dagli inquirenti avrebbero consentito di ricostruire una sequenza di movimenti compatibile con un’aggressione. La Procura ritiene che Perrotta sia stato colpito al volto, per poi cadere violentemente a terra e battere la testa. Gli accertamenti medici hanno evidenziato un ematoma epidurale acuto e una frattura composta della base cranica.
Dopo l’aggressione, Perrotta avrebbe inizialmente ripreso conoscenza e sarebbe stato accompagnato verso casa da un conoscente. Durante il tragitto, però, le sue condizioni sarebbero peggiorate, rendendo necessario il trasferimento in ospedale. Prima è stato ricoverato a Cetraro e successivamente trasferito a Cosenza, dove è stato operato alla testa. Il decesso è avvenuto nelle prime ore del 10 agosto.
La dinamica dovrà comunque essere ulteriormente verificata: l’autopsia rappresenterà un passaggio fondamentale per stabilire con maggiore precisione la causa della morte e l’incidenza delle lesioni provocate durante l’aggressione.
Chi sono i due fratelli fermati

I due indagati sono Domenico Orsino, 22 anni, e Umberto Orsino, 24 anni.
Entrambi sono nati e residenti in Lussemburgo, pur avendo origini calabresi. In questi giorni si trovavano nel Cosentino per trascorrere un periodo di vacanza con alcuni familiari. Domenico Orsino è un giocatore di rugby professionista e fa parte del giro della nazionale del Lussemburgo; Umberto è invece un fisioterapista.
Gli investigatori sarebbero arrivati alla loro identificazione attraverso le immagini delle telecamere della discoteca. Il confronto tra i soggetti ripresi durante la serata e le fotografie disponibili avrebbe permesso di individuare i due fratelli e successivamente il luogo in cui si trovavano.
La polizia giudiziaria ha quindi eseguito una perquisizione nell’abitazione nella disponibilità dei due a Belvedere Marittimo. Durante l’operazione sarebbero stati sequestrati indumenti e calzature ritenuti compatibili con quelli visibili nelle immagini della sera dell’aggressione.
Tra gli elementi acquisiti c’è anche una camicia sulla quale sarebbe stata individuata una macchia di sangue, nonostante l’indumento fosse stato precedentemente lavato. La natura della traccia e l’eventuale collegamento con Perrotta dovranno essere stabiliti attraverso gli accertamenti scientifici.
Il fermo è stato motivato anche dal pericolo di fuga. I due fratelli risiedono infatti in Lussemburgo e, secondo la ricostruzione investigativa, dopo i fatti si sarebbero allontanati correndo. Gli investigatori hanno quindi ritenuto concreto il rischio che potessero fare ritorno all’estero e rendersi irreperibili.
La Procura ritiene allo stato presenti gravi indizi di colpevolezza, ma la responsabilità penale dei due giovani dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento. I due, inoltre, hanno scelto di non rispondere alle domande del pubblico ministero.
L’autopsia e la convalida del fermo: cosa succede ora
Il prossimo passaggio fondamentale dell’inchiesta è fissato per giovedì 13 agosto, quando è previsto il conferimento dell’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo di Antonio Perrotta.
L’esame autoptico sarà importante non soltanto per confermare le cause del decesso, ma anche per fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell’aggressione e sulle lesioni riportate dal 34enne.
Parallelamente, resta attesa la convalida del fermo dei due fratelli Orsino. Al momento della pubblicazione di questo articolo, l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari non risulta ancora fissata. I due si trovano nel carcere di Paola in attesa del passaggio giudiziario.
Un altro elemento ancora da chiarire riguarda l’eventuale presenza di altre persone coinvolte nell’aggressione. Gli investigatori continuano infatti ad analizzare le immagini e le testimonianze per stabilire con precisione chi abbia partecipato alla colluttazione e quale sia stato il ruolo di ciascuno.
Anche la discoteca Il Castello è stata interessata da un provvedimento amministrativo: il Questore di Cosenza ha disposto la sospensione dell’attività per 15 giorni. Il provvedimento, adottato nell’ambito delle misure di pubblica sicurezza, non costituisce di per sé un’attribuzione di responsabilità penale alla struttura o ai suoi gestori.
La vicenda resta quindi in piena evoluzione. Al momento gli elementi centrali dell’inchiesta sono rappresentati dalle immagini della videosorveglianza, dalle testimonianze raccolte, dagli oggetti sequestrati nell’abitazione dei due indagati e dagli accertamenti medico-legali che saranno effettuati sul corpo della vittima.
Perrotta lascia quattro figli. La sua morte ha suscitato forte commozione nella comunità di Fuscaldo e nel territorio cosentino, mentre le autorità e gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni passaggio di quella notte.
È importante, sul piano giudiziario, distinguere gli elementi già acquisiti dalle ipotesi accusatorie: Domenico e Umberto Orsino sono attualmente indagati e sottoposti a fermo, non condannati. La loro eventuale responsabilità dovrà essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Fonti
- ANSA – ricostruzione iniziale della morte di Antonio Perrotta e acquisizione delle immagini di videosorveglianza. (ANSA.it)
- RaiNews – aggiornamenti sulla morte del 34enne e sulle indagini. (RaiNews)
- Corriere della Sera – fermo dei due fratelli e primi elementi sulla vicenda. (Corriere della Sera)
- LaPresse – aggiornamento del 12 agosto sui fermi, sull’interrogatorio e sull’autopsia. (La Presse)
- Il Quotidiano del Sud – interrogatorio dei due indagati e dettagli contenuti nel decreto di fermo. (Il Quotidiano del Sud)
- CosenzaChannel – ricostruzione investigativa, immagini e elementi sequestrati. (Cosenza Channel)
- Il Dispaccio – aggiornamento del 12 agosto su autopsia e convalida del fermo. (IlDispaccio)



