Minacce di morte al sindaco di Bologna Matteo Lepore: denuncia in Questura dopo gli scontri in città

Le minacce sono arrivate pubblicamente sui social e, in alcuni casi, anche attraverso messaggi privati. Dopo giorni di insulti e intimidazioni seguiti agli scontri avvenuti nel centro di Bologna durante la manifestazione convocata per chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir, il sindaco Matteo Lepore ha deciso di presentare una denuncia-querela in Questura.

La vicenda ha rapidamente assunto rilievo nazionale, venendo riportata da numerose testate e rilanciando il dibattito sul clima di tensione che si è creato nel capoluogo emiliano dopo i disordini della scorsa settimana.

Minacce online contro Lepore: dai commenti sui social ai messaggi privati

Secondo quanto ricostruito dal Corriere di Bologna e confermato da diverse fonti nazionali, il primo cittadino è stato bersaglio di una vera e propria ondata di odio online.

Sotto uno degli ultimi post pubblicati sui suoi profili social sono comparsi migliaia di commenti offensivi, ai quali si sono aggiunti numerosi messaggi privati dal contenuto intimidatorio. Tra le frasi riportate dalle testate figurano messaggi come: «Lepore ti vogliamo come Fakir», «Così gli troviamo degli agenti su misura per lui» e «Speriamo che qualcuno ti pianti una pallottola in testa».

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, alcune minacce sarebbero risultate particolarmente circostanziate, arrivando a contenere anche riferimenti all’indirizzo di una precedente abitazione del sindaco, elemento che ha contribuito ad aumentare la preoccupazione.

L’ufficio legale di Palazzo d’Accursio avrebbe raccolto e analizzato i messaggi ricevuti, ritenendo opportuno procedere con un’azione formale. Nella mattinata del 24 luglio Lepore si è quindi recato in Questura per presentare una denuncia-querela. Gli inquirenti dovranno ora valutare i singoli episodi e accertare eventuali responsabilità, anche per il reato di minacce aggravate.

Fonti vicine all’amministrazione comunale descrivono un clima di forte tensione all’interno di Palazzo d’Accursio, con il sindaco visibilmente preoccupato per il livello raggiunto dagli attacchi ricevuti.

Il contesto: gli scontri dopo il presidio per Abderrahim Fakir e lo scontro con Piantedosi

Le minacce sono maturate nei giorni successivi alla manifestazione promossa dal Comune in memoria di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un intervento delle forze dell’ordine. Il presidio, organizzato per esprimere vicinanza alla famiglia e chiedere piena chiarezza sull’accaduto, è stato seguito da violenti disordini nel centro cittadino, con scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine che hanno provocato decine di feriti tra gli agenti e ingenti danni.

La vicenda ha alimentato anche un duro confronto politico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha criticato la decisione del sindaco di convocare la piazza, sostenendo che, alla luce delle tensioni già presenti, quella scelta abbia rappresentato un elemento di particolare gravità.

Lepore ha respinto le accuse, invitando le istituzioni a mantenere un fronte comune. Secondo il sindaco, contrapporre Governo ed enti locali rischia soltanto di rafforzare chi alimenta la violenza.

Il primo cittadino ha ribadito che l’obiettivo della manifestazione era esclusivamente quello di esprimere vicinanza ai familiari di Fakir e ha rinnovato contemporaneamente la solidarietà agli agenti rimasti feriti durante gli scontri, sottolineando la necessità che venga fatta piena luce sia sulla morte dell’uomo sia sugli episodi di violenza successivi.

La denuncia presentata in Questura apre ora un nuovo fronte giudiziario. Gli investigatori dovranno identificare gli autori delle minacce e verificare se alcuni messaggi possano integrare ipotesi di reato. Nel frattempo resta alta l’attenzione sul clima di tensione che continua a caratterizzare il dibattito pubblico attorno ai fatti di Bologna.

Fonti

  • Corriere di Bologna
  • ANSA
  • Sky TG24
  • TGCOM24
  • Gazzetta di Parma

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