Da Federer al coaching internazionale: la storia di Diego De Vecchis, dal tennis giovanile a Miami

Diego De Vecchis ha iniziato a giocare a tennis da giovanissimo, arrivando ai vertici del movimento Under italiano ed europeo. Nel 1995 batté Roger Federer ad Annecy. Oggi, dopo il passaggio al coaching e al padel, il suo percorso professionale guarda a nuove esperienze internazionali, con Miami all’orizzonte.

La racchetta accompagna Diego De Vecchis da oltre trent’anni. Romano, classe 1981, ha iniziato a vivere il tennis agonistico quando era ancora un ragazzo, entrando rapidamente in un percorso di formazione di alto livello che lo avrebbe portato a confrontarsi con alcuni dei migliori giovani tennisti della sua generazione.

Oggi la sua attività è cambiata. Non è più soltanto il giocatore a scendere in campo: De Vecchis lavora nel coaching, nella valutazione tecnica e nello sviluppo degli atleti, dopo aver costruito negli anni un percorso professionale che dal tennis si è progressivamente esteso anche al padel e a diverse esperienze internazionali.

Ma nella sua storia c’è una partita che, ancora oggi, racconta meglio di molte altre il livello raggiunto da ragazzo.

Nel 1995 la sfida con Roger Federer

È il 1995. Ad Annecy, in Francia, va in scena il torneo ETA Under 14 “Les Petits Princes”. Diego De Vecchis e Roger Federer sono entrambi giovanissimi e si ritrovano nel tabellone di consolazione dopo essere stati eliminati al primo turno del main draw.

Il risultato è destinato a diventare un piccolo capitolo della storia del tennis giovanile italiano.

De Vecchis supera infatti Federer 6-3, 6-2. La partita è documentata anche da ricostruzioni successive dedicate agli italiani che hanno battuto il campione svizzero durante la sua carriera giovanile. 

Un episodio ancora più significativo se si considera ciò che sarebbe successo negli anni successivi: Federer sarebbe diventato uno dei più grandi giocatori della storia del tennis.

Per De Vecchis, però, quella vittoria non rappresentò un episodio isolato. In quegli anni era infatti considerato uno dei migliori Under 14 del panorama internazionale, insieme a giocatori che sarebbero poi arrivati ai vertici del tennis mondiale. 

La formazione al Centro Tecnico Nazionale di Cesenatico

Il percorso di De Vecchis aveva preso una direzione precisa già a tredici anni, quando era stato selezionato dalla Federazione Italiana Tennis per il Centro Tecnico Nazionale di Cesenatico.

La vita quotidiana era scandita da scuola, allenamenti, preparazione atletica e tornei. Una formazione completa, nella quale il tennis agonistico diventava progressivamente il centro della sua crescita sportiva.

In quegli anni De Vecchis si confronta con alcuni dei migliori junior italiani ed europei e costruisce un bagaglio tecnico che gli permette di competere anche nei principali appuntamenti internazionali.

I risultati arrivano anche a livello nazionale. Nel 1995, l’albo ufficiale della Federazione Italiana Tennis e Padel registra il nome di Diego De Vecchis tra i vincitori del titolo italiano Under 14 di doppio, insieme a Uros Vico. 

Il 1997 e la finale europea contro Volandri

Il 1997 rappresenta un altro momento importante della carriera giovanile.

De Vecchis raggiunge infatti la finale degli European Junior Championships Under 16, dove affronta un altro italiano destinato a diventare protagonista del tennis professionistico: Filippo Volandri. L’atto conclusivo termina con il successo di Volandri, ma il risultato conferma il livello raggiunto dal giovane romano nel panorama europeo. 

È una generazione particolarmente competitiva. Tra i nomi incontrati nel circuito giovanile ci sono giocatori che negli anni successivi sarebbero diventati protagonisti del tennis internazionale.

La dimensione internazionale passa anche dalle competizioni a squadre e dagli appuntamenti ITF giovanili, con De Vecchis chiamato a rappresentare l’Italia.

Non solo risultati: la tecnica come elemento distintivo

A raccontare quel periodo non sono soltanto classifiche e risultati.

Le cronache dell’epoca descrivono De Vecchis come un giocatore dotato di qualità tecniche e capace di costruire il proprio gioco dalla linea di fondo. Un profilo che si inseriva perfettamente nella competitività del tennis giovanile internazionale di quegli anni.

Il suo percorso, tuttavia, non avrebbe seguito quello di Federer o di altri coetanei destinati a diventare stelle del circuito ATP.

De Vecchis ha continuato a giocare a livello professionistico, arrivando anche a comparire nel ranking ATP, con un best ranking riportato al numero 1413 nel settembre 2004. 

La carriera agonistica si è poi conclusa relativamente presto, anche a causa degli infortuni.

Ed è proprio da quel momento che la storia cambia.

Dalla racchetta al coaching

Terminata la fase agonistica, De Vecchis non lascia il tennis.

Cambia però il suo ruolo.

L’esperienza accumulata negli anni da giocatore diventa la base per una nuova attività: allenare, osservare e sviluppare altri giocatori.

È un passaggio tutt’altro che automatico. Conoscere il tennis da atleta significa infatti avere una prospettiva personale della prestazione; insegnarlo significa invece riuscire a leggere caratteristiche, limiti e potenzialità di persone differenti.

La tecnica diventa quindi uno strumento di analisi.

Movimento, qualità dei colpi, consistenza, scelta tattica, capacità decisionale e rendimento sotto pressione entrano progressivamente nella sua attività quotidiana.

Il passaggio al padel

Nel corso degli anni il percorso professionale di De Vecchis si allarga anche al padel, disciplina nella quale assume responsabilità sempre più importanti.

Nel 2023 il suo nome compare tra i tecnici e gli istruttori coinvolti al Padel Trend Expo di Milano, in un contesto dedicato alla formazione e alla crescita degli insegnanti. 

La sua esperienza nel settore viene raccontata anche dalla stampa sportiva: La Repubblica lo ha indicato come maestro di padel e responsabile tecnico, descrivendone l’attività sul campo e il lavoro con gli altri tecnici. 

Il passaggio dal tennis al padel non rappresenta quindi una rottura con il passato, ma un’estensione del percorso costruito attraverso anni di esperienza sul campo.

Dall’Italia alla dimensione internazionale

Il coaching porta progressivamente De Vecchis anche fuori dall’Italia.

La sua attività si sviluppa attraverso esperienze professionali internazionali, tra tennis e padel, fino ad arrivare alla Repubblica Dominicana, dove tra il 2024 e il 2025 lavora come Padel Coach e Press Officer per la Dominican Padel Federation.

Un’altra tappa arriva successivamente a Panama, proseguendo quel percorso internazionale che negli ultimi anni ha affiancato l’attività tecnica alla conoscenza di realtà sportive differenti.

È un’evoluzione significativa: il giocatore che da ragazzo affrontava i migliori Under europei diventa progressivamente un professionista chiamato a lavorare sulla crescita degli altri.

Da Federer a Miami: un nuovo capitolo

Ed è qui che il percorso torna idealmente al punto di partenza.

Nel 1995 Diego De Vecchis era un ragazzino di tredici anni che affrontava ad Annecy un coetaneo chiamato Roger Federer. Vinse quella partita 6-3, 6-2. Trent’anni dopo, la racchetta è ancora al centro della sua vita, ma con una prospettiva completamente diversa. 

Oggi il suo lavoro è legato soprattutto al coaching, alla valutazione della performance e allo sviluppo dei giocatori, con tennis e padel diventati due parti complementari della sua esperienza professionale.

Il prossimo capitolo guarda ora agli Stati Uniti e, in particolare, a Miami.

Non è quindi soltanto la storia di un tennista che, da giovane, riuscì a battere Federer. È la storia di un percorso costruito attraverso competizione, formazione, insegnamento e internazionalizzazione: dalla ricerca della propria prestazione alla capacità di aiutare altri atleti a costruire la loro.

A oltre trent’anni dagli esordi, la racchetta è ancora lì. È cambiato, invece, il punto di vista.


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