Volo Dubai-Tel Aviv, accoltellamento tra piloti e ipotesi terrorismo: cosa è successo sul Flydubai FZ1073

Paura a bordo di un volo Flydubai diretto da Dubai a Tel Aviv, costretto a interrompere la propria rotta e ad atterrare in Arabia Saudita dopo un grave episodio avvenuto nella cabina di pilotaggio. Il volo, identificato con il numero FZ1073, ha trasmesso segnali di emergenza durante il viaggio, provocando un’immediata mobilitazione delle autorità israeliane e il decollo di alcuni caccia.

L’aereo è stato successivamente deviato verso Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove è atterrato in sicurezza. Tutti i passeggeri sono stati messi in salvo.

Quello che inizialmente era stato descritto come una violenta lite tra i due piloti si è però trasformato in un caso molto più delicato. Nelle ore successive all’atterraggio, infatti, sono emersi elementi che hanno portato le autorità israeliane a valutare anche l’ipotesi di un tentativo deliberato di prendere il controllo dell’aereo e di un possibile attentato terroristico.

La pista non è al momento una conclusione definitiva dell’indagine e viene riportata come un’ipotesi investigativa al vaglio delle autorità.

Volo Flydubai FZ1073: la rotta da Dubai a Tel Aviv

Il volo Flydubai FZ1073 era partito da Dubai International Airport con destinazione Ben Gurion Airport di Tel Aviv nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2026.

A bordo si trovavano numerosi passeggeri diretti in Israele. Secondo le informazioni riportate dai media israeliani, il numero complessivo sarebbe stato di 174 persone, tra cui 27 bambini.

Dopo la partenza, il Boeing 737 ha iniziato a mostrare anomalie nella traiettoria di volo. I dati disponibili hanno evidenziato una brusca perdita di quota e una successiva modifica della rotta verso l’Arabia Saudita.

La situazione ha assunto particolare gravità quando l’aereo ha iniziato a trasmettere codici di emergenza.

I codici 7700 e 7500 fanno scattare l’allarme

Secondo i dati di tracciamento del volo, il velivolo ha inizialmente trasmesso il codice 7700, utilizzato in aviazione per segnalare una situazione generale di emergenza.

Pochi minuti più tardi è comparso il codice 7500, associato a un’interferenza illecita e utilizzato in caso di possibile dirottamento o presa di controllo dell’aeromobile.

Successivamente il velivolo è tornato a trasmettere il codice 7700.

La sequenza ha immediatamente fatto scattare i protocolli di sicurezza israeliani. Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz sono stati informati della situazione, mentre l’Aeronautica israeliana ha fatto decollare caccia per verificare cosa stesse accadendo.

In quel momento l’ipotesi più temuta era quella di un possibile dirottamento dell’aereo diretto a Tel Aviv.

La brusca perdita di quota del Boeing 737

A rendere ancora più preoccupante l’emergenza è stata la rapidissima perdita di quota registrata dal velivolo.

Secondo i dati di tracciamento analizzati nelle ore successive, l’aereo avrebbe perso circa 14.000 piedi di quota in meno di 30 secondi in una delle fasi più critiche del volo.

La brusca discesa, accompagnata dalla modifica della rotta e dalla trasmissione del codice 7500, ha contribuito ad alimentare i timori di una possibile presa di controllo dell’aereo.

Il Boeing ha quindi proseguito verso l’Arabia Saudita, dove è stato indirizzato verso l’aeroporto di Tabuk.

La colluttazione nella cabina di pilotaggio

La prima ricostruzione emersa dopo l’atterraggio parlava di una violenta colluttazione tra i due piloti.

Secondo le informazioni diffuse nelle prime ore, i due uomini avrebbero avuto uno scontro fisico nella cabina di pilotaggio, circostanza che avrebbe contribuito alla situazione di emergenza.

Flydubai ha confermato che il volo aveva avuto un “incidente” durante il tragitto e che il velivolo era stato deviato verso Tabuk, dove era atterrato senza problemi.

La compagnia aerea, tuttavia, non ha confermato nei propri comunicati tutti i dettagli della ricostruzione diffusa dai media.

L’accoltellamento e il sangue a bordo

Uno degli elementi più delicati emersi durante la ricostruzione riguarda un possibile accoltellamento nella cabina di pilotaggio.

Una passeggera ha riferito a Reuters quanto raccontato dalla figlia, presente sul volo. Secondo la testimonianza, la ragazza avrebbe sentito delle urla e visto un uomo con un coltello mentre uno dei piloti veniva portato a terra. Sarebbe stato inoltre notato del sangue.

Successivamente alcuni media israeliani hanno riportato una ricostruzione ancora più grave, secondo la quale uno dei piloti avrebbe accoltellato l’altro durante un presunto tentativo di prendere il controllo dell’aereo.

Questi elementi devono però essere trattati con particolare cautela. La presenza di una colluttazione è stata confermata, mentre la dinamica esatta dell’aggressione, l’eventuale utilizzo del coltello e soprattutto il movente devono ancora essere accertati nell’ambito dell’indagine.

L’ipotesi di un tentativo di dirottamento

È proprio su questo punto che la vicenda ha registrato il cambiamento più importante nelle ore successive all’atterraggio.

In una prima fase, fonti israeliane avevano escluso che l’episodio fosse riconducibile a un vero e proprio dirottamento. Reuters aveva riportato le dichiarazioni di un portavoce dell’ufficio del primo ministro israeliano secondo cui non si riteneva che l’aereo fosse stato dirottato.

Successivamente, però, nuove informazioni diffuse da fonti della sicurezza israeliana hanno portato gli investigatori a valutare una ricostruzione differente.

Secondo quanto riferito dal Jerusalem Post, uno dei piloti potrebbe aver tentato di prendere il controllo dell’aereo e di provocarne lo schianto. Nella ricostruzione riportata dal giornale, l’altro pilota, insieme ad alcuni membri dell’equipaggio e passeggeri, sarebbe riuscito a fermarlo.

Si tratta di una ricostruzione attribuita a fonti israeliane e ancora oggetto di indagine.

Si indaga anche sulla pista terroristica

L’aspetto più delicato dell’inchiesta riguarda proprio la possibile matrice terroristica.

Gli aggiornamenti più recenti riportati dalla stampa israeliana e internazionale indicano che gli apparati di sicurezza israeliani stanno valutando la possibilità che l’episodio non sia stato semplicemente il risultato di una lite tra due membri dell’equipaggio.

L’ipotesi al vaglio è che l’aggressione possa essere stata parte di un tentativo deliberato di prendere il controllo dell’aereo e utilizzarlo contro i passeggeri o per provocarne lo schianto.

Anche Sky TG24, nel proprio aggiornamento sulla vicenda, riferisce che l’accaduto è ancora oggetto di investigazione e parla di una violenta lite con accoltellamento tra pilota e copilota, sottolineando che la ricostruzione non è ancora completamente chiarita. (Sky TG24⁠)

È quindi importante non presentare l’attentato terroristico come un fatto già accertato, ma allo stesso tempo non è corretto affermare che questa pista sia stata esclusa.

Al momento si tratta di una delle ipotesi investigative più gravi che le autorità stanno verificando.

I caccia israeliani decollano durante l’emergenza

La trasmissione del codice 7500 ha provocato una risposta immediata da parte delle autorità israeliane.

Mentre il volo modificava la propria rotta, l’Aeronautica israeliana ha fatto decollare caccia per monitorare la situazione e verificare se l’aereo fosse stato effettivamente oggetto di un dirottamento.

Il caso è stato seguito ai massimi livelli della sicurezza israeliana. Il primo ministro Benjamin Netanyahu è stato informato dell’emergenza e sono state effettuate valutazioni sulla situazione dell’aereo.

La risposta militare è stata determinata soprattutto dall’incertezza iniziale e dalla presenza a bordo di numerosi cittadini israeliani.

L’atterraggio a Tabuk in Arabia Saudita

Il Boeing 737 è stato infine deviato verso l’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita.

Il velivolo è atterrato in sicurezza e tutti i passeggeri sono stati messi in salvo.

Flydubai ha confermato che il volo FZ1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, aveva avuto un incidente durante il tragitto e che l’aereo era stato deviato a Tabuk. La compagnia ha inoltre dichiarato che tutti i passeggeri erano al sicuro e che i propri team stavano collaborando con le autorità competenti.

La compagnia non ha però confermato pubblicamente la ricostruzione relativa a un tentativo di attentato o a una matrice terroristica.

Cosa è confermato e cosa resta da accertare

Il dato certo è che il volo Flydubai FZ1073 ha effettuato un’emergenza durante la tratta Dubai-Tel Aviv, ha trasmesso i codici 7700 e 7500, ha perso rapidamente quota, ha modificato la propria rotta ed è infine atterrato a Tabuk.

È inoltre confermato che si è verificato un episodio violento nella cabina di pilotaggio e che le autorità israeliane hanno inizialmente temuto un possibile dirottamento.

Sono invece ancora oggetto di accertamento la dinamica precisa dell’aggressione, l’eventuale accoltellamento, il motivo dello scontro tra i piloti, l’identità e il movente dell’eventuale aggressore e soprattutto la possibilità che l’episodio sia stato un tentativo deliberato di prendere il controllo dell’aereo.

La pista terroristica, pertanto, non può essere presentata come un fatto accertato, ma neppure come un’ipotesi già esclusa.

L’indagine continua: attesa per nuovi elementi

Le autorità stanno ora cercando di ricostruire minuto per minuto quanto avvenuto a bordo del volo Flydubai.

Saranno fondamentali le testimonianze dei passeggeri e dell’equipaggio, i dati del volo, le comunicazioni con il controllo del traffico aereo e gli eventuali elementi raccolti all’interno della cabina di pilotaggio.

Particolare attenzione sarà riservata anche alla dinamica che ha portato alla brusca perdita di quota e alla successiva trasmissione del codice 7500.

Solo gli accertamenti potranno stabilire se si sia trattato di una violenta aggressione nata da un conflitto personale tra i piloti oppure di un’azione deliberata con l’obiettivo di prendere il controllo del velivolo.

Per ora, l’unico elemento certo è che un volo passeggeri diretto da Dubai a Tel Aviv è stato costretto a effettuare un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita dopo un grave episodio avvenuto nella cabina di pilotaggio, mentre le autorità israeliane stanno ancora valutando tutte le possibili spiegazioni, compresa quella terroristica.

Fonti

La ricostruzione è stata verificata attraverso Reuters, Associated Press (AP), Sky TG24, RaiNews, Corriere della Sera, Flydubai, The Jerusalem Post, The Independent e i dati pubblici di Flightradar24.

AGGIORNAMENTO

Gli ultimi sviluppi dell’indagine rafforzano l’attenzione delle autorità israeliane sulla possibile matrice terroristica dell’episodio. Secondo fonti della sicurezza israeliana citate dalla stampa locale, si sta valutando l’ipotesi che uno dei piloti abbia tentato deliberatamente di prendere il controllo dell’aereo con l’obiettivo di provocarne lo schianto. L’ipotesi non è ancora stata formalmente confermata come movente definitivo e gli accertamenti sono tuttora in corso.

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