Diffuse le immagini dell’intervento dell’11 agosto a Jacksonville. La polizia sostiene che la giovane fosse armata di un coltello e si fosse avvicinata all’agente. La famiglia e l’avvocato Ben Crump contestano la ricostruzione e chiedono giustizia. L’indagine è ancora in corso.
JACKSONVILLE – È stata resa pubblica la bodycam dell’intervento della Jacksonville Sheriff’s Office (JSO) nel quale, l’11 agosto 2026, la 22enne Asia Bennett è stata colpita a morte da un’agente di polizia a Jacksonville, in Florida.
La vicenda è avvenuta intorno alle 22:45, quando gli agenti sono intervenuti in un’abitazione di Westdale Drive, nel quartiere di Arlington, in seguito a una segnalazione di violenza domestica. Secondo la ricostruzione ufficiale della JSO, l’intervento era partito da una chiamata relativa a un’aggressione con feriti.
L’intervento e gli spari
Secondo quanto riferito dalla polizia, un uomo presente sul posto avrebbe informato gli agenti che Bennett si trovava all’interno dell’abitazione e che era armata di un coltello.
La giovane sarebbe quindi uscita dall’abitazione portando con sé diversi oggetti, tra cui un grosso coltello da cucina. L’agente Erin Gaitten, 26 anni, le avrebbe ordinato più volte di lasciare gli oggetti e il coltello.
La JSO sostiene che Bennett abbia lasciato alcuni degli oggetti, continuando però a impugnare il coltello, e che abbia iniziato ad avvicinarsi all’agente. Secondo la versione della polizia, la distanza sarebbe arrivata a circa dieci piedi, poco più di tre metri.
A quel punto Gaitten avrebbe aperto il fuoco, colpendo la 22enne.
La ricostruzione della JSO prosegue spiegando che Bennett, dopo essere caduta, avrebbe continuato a tenere il coltello e avrebbe tentato di rialzarsi. L’agente avrebbe quindi esploso un secondo colpo.
La giovane avrebbe infine lasciato l’arma. Gli agenti l’avrebbero ammanettata e affidata ai soccorritori. Trasportata in ospedale, Asia Bennett è morta per le ferite riportate.
La famiglia contesta la versione della polizia
Fin dalle ore successive alla sparatoria, la famiglia di Bennett ha contestato la ricostruzione fornita dalla JSO.
A rappresentarla è anche l’avvocato per i diritti civili Ben Crump, che ha sostenuto che la giovane fosse a sua volta vittima di una situazione di violenza domestica.
La famiglia sostiene inoltre che la sequenza degli spari e la dinamica mostrata dalle immagini non coincidano con la versione secondo cui Bennett avrebbe avuto il tempo di cadere, rialzarsi e tornare verso l’agente prima del secondo colpo.
Dopo la pubblicazione della bodycam, Crump ha nuovamente definito la sparatoria ingiustificata e ha sostenuto che l’agente avrebbe avuto altre possibilità per gestire la situazione senza ricorrere all’arma da fuoco. Si tratta, però, della posizione della famiglia e del suo legale e non di una conclusione investigativa.
Il precedente rapporto di violenza domestica
Un altro elemento centrale della vicenda riguarda proprio il rapporto tra Bennett e il suo compagno.
Nei giorni successivi alla sparatoria è emerso che la giovane era stata arrestata ad aprile in relazione a un episodio che coinvolgeva lo stesso uomo, con accuse che comprendevano violenza domestica aggravata per strangolamento, falsa detenzione e resistenza a pubblico ufficiale senza violenza.
Secondo quanto riportato dai legali della famiglia, tuttavia, l’ufficio del procuratore aveva successivamente deciso di non procedere penalmente contro Bennett, dopo una valutazione delle prove da parte della Special Victims Unit. Una disposizione in tal senso sarebbe stata depositata l’11 maggio.
La famiglia sostiene inoltre che l’uomo fosse stato precedentemente condannato per aver aggredito Bennett e che fosse stato disposto un provvedimento che gli impediva di contattarla o avvicinarsi a lei.
La JSO, nel ricostruire l’intervento, aveva invece indicato l’uomo come vittima dell’episodio per il quale gli agenti erano stati chiamati l’11 agosto.
La pubblicazione della bodycam
La Jacksonville Sheriff’s Office ha diffuso le immagini della bodycam il 26 agosto, quindici giorni dopo la sparatoria.
La pubblicazione del filmato è arrivata dopo giorni di pressioni da parte della famiglia e dei suoi legali, che avevano chiesto di poter vedere le immagini dell’intervento.
Il video mostra gli eventi che precedono gli spari e il momento dell’intervento dell’agente. La sua pubblicazione ha riacceso il confronto tra la versione fornita dalla polizia e quella sostenuta dalla famiglia.
Il giorno successivo alla diffusione delle immagini, 27 agosto, Ben Crump e i familiari di Bennett hanno tenuto una conferenza stampa per commentare pubblicamente il contenuto della bodycam. Nelle ore successive hanno continuato a contestare soprattutto la necessità del secondo colpo.
Cosa succede adesso
Il caso non è ancora chiuso.
La documentazione ufficiale della Jacksonville Sheriff’s Office indica che l’incidente dell’11 agosto è attualmente classificato come “Pending State Attorney Review”, cioè in attesa della revisione da parte della State Attorney’s Office. Anche la valutazione sull’uso della forza risulta ancora pendente.
La State Attorney’s Office sta conducendo una revisione indipendente per stabilire la legalità dell’uso della forza. Successivamente è prevista anche la revisione interna della Jacksonville Sheriff’s Office per verificare il rispetto delle procedure da parte dell’agente.
Al momento, quindi, non esiste una conclusione ufficiale che stabilisca se l’uso della forza letale sia stato legittimo o meno.
Resta invece accertato che Asia Bennett, 22 anni, è stata colpita due volte durante l’intervento dell’11 agosto ed è successivamente morta in ospedale. La bodycam, ora pubblica, costituisce uno degli elementi che saranno valutati nell’ambito delle verifiche ancora in corso.
La vicenda resta dunque aperta: da una parte la ricostruzione della polizia, dall’altra le contestazioni della famiglia. Saranno le indagini della State Attorney’s Office a stabilire quali responsabilità, se presenti, emergano dall’intervento.



