Energy drink e adolescenti: cosa contengono, quali rischi comportano e perché l’Inghilterra vuole vietarli agli under 16

Le lattine colorate sono ormai ovunque: supermercati, distributori automatici, bar e palestre. Gli energy drink sono diventati una presenza abituale anche tra gli adolescenti, spesso consumati per rimanere svegli durante lo studio, migliorare le prestazioni sportive o semplicemente seguire una moda.

Negli ultimi anni, però, medici e autorità sanitarie hanno acceso i riflettori sui possibili effetti di queste bevande, soprattutto quando vengono assunte da bambini e ragazzi. Non a caso, il governo inglese ha annunciato l’intenzione di vietarne la vendita ai minori di 16 anni, una decisione che potrebbe aprire un dibattito anche in altri Paesi europei, Italia compresa.

Perché l’Inghilterra ha deciso di vietarli agli under 16

Il governo britannico ha confermato che, dal 2027, in Inghilterra sarà vietata la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina ai minori di 16 anni. Il divieto, che dovrà completare l’iter parlamentare, riguarderà i prodotti contenenti oltre 150 milligrammi di caffeina per litro e sarà esteso ai negozi, ai distributori automatici e alle vendite online.

Alla base della decisione ci sono i dati raccolti dalle autorità sanitarie britanniche. Secondo il governo, circa 100.000 bambini in Inghilterra consumano ogni giorno energy drink, mentre numerosi studi hanno evidenziato un’associazione tra il consumo frequente di queste bevande e disturbi del sonno, ansia, difficoltà di concentrazione e un peggior rendimento scolastico.

Cosa contengono davvero gli energy drink

A differenza delle comuni bibite gassate, gli energy drink contengono una miscela di sostanze stimolanti. L’ingrediente principale è la caffeina, presente spesso in quantità elevate, alla quale si aggiungono zuccheri o dolcificanti nelle versioni senza zucchero, taurina, glucuronolattone, vitamine del gruppo B e, in alcuni casi, estratti vegetali come guaranà e ginseng.

È proprio la caffeina a rappresentare il principale motivo di preoccupazione. Una singola lattina può contenerne una quantità paragonabile a quella di uno o più caffè, ma il rischio aumenta quando durante la giornata vengono consumate più lattine o quando gli energy drink vengono associati ad altre bevande contenenti caffeina.

Perché gli adolescenti sono più vulnerabili

L’organismo di un adolescente reagisce alla caffeina in modo diverso rispetto a quello di un adulto. Durante l’età dello sviluppo il sistema nervoso è ancora in fase di maturazione e gli effetti delle sostanze stimolanti possono risultare più intensi.

Inoltre, molti ragazzi assumono caffeina anche attraverso caffè, tè freddi, bevande a base di cola o integratori sportivi. Questo porta facilmente a superare le quantità considerate prudenti, spesso senza rendersene conto.

Anche l’orario di consumo ha un ruolo importante. Bere un energy drink nel pomeriggio o in serata può compromettere il sonno, riducendone qualità e durata proprio in una fase della vita in cui il riposo è fondamentale per la crescita, l’apprendimento e lo sviluppo del cervello.

Il consumo nelle discoteche e il mix con l’alcol

Gli energy drink sono diventati negli anni una presenza frequente anche nei locali notturni e nelle discoteche. Molti giovani li consumano per contrastare la stanchezza e rimanere svegli più a lungo durante la serata, mentre altri li mescolano con bevande alcoliche. Proprio questa combinazione è considerata particolarmente delicata dagli esperti. La caffeina, infatti, può attenuare temporaneamente la percezione della sonnolenza provocata dall’alcol, inducendo alcune persone a sentirsi più lucide di quanto non siano realmente. Questo può favorire un maggiore consumo di alcol e aumentare il rischio di comportamenti pericolosi, come mettersi alla guida o sottovalutare il proprio stato di alterazione. Diversi studi hanno inoltre evidenziato che il consumo combinato di alcol ed energy drink è relativamente diffuso tra gli adolescenti e i giovani adulti.

Quali sono i possibili rischi

Secondo gli studi disponibili, un consumo frequente di energy drink può favorire l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, provocare palpitazioni, insonnia, nervosismo, ansia e mal di testa. Dopo l’effetto iniziale della caffeina può comparire anche un calo dell’attenzione e della concentrazione.

Nei soggetti predisposti oppure in caso di consumo eccessivo, la letteratura scientifica descrive anche episodi più seri, come aritmie cardiache e altre complicanze cardiovascolari che possono richiedere un intervento medico. Per questo motivo pediatri e cardiologi invitano a limitarne il consumo durante l’età evolutiva.

E in Italia?

Attualmente in Italia non esiste una legge che vieti la vendita degli energy drink ai minori. Le norme europee prevedono però che le bevande con un elevato contenuto di caffeina riportino in etichetta un’avvertenza che ne sconsiglia il consumo ai bambini, alle donne in gravidanza e a quelle che allattano.

Negli ultimi anni anche nel nostro Paese il tema è stato affrontato da pediatri, nutrizionisti e società scientifiche, che invitano le famiglie a limitarne il consumo soprattutto tra i più giovani. Al momento, tuttavia, non sono previste restrizioni analoghe a quelle annunciate dal governo britannico.

Servono davvero per avere più energia?

Nonostante il nome possa far pensare il contrario, gli energy drink non eliminano la stanchezza. Il loro effetto deriva principalmente dalla caffeina, che aumenta temporaneamente lo stato di vigilanza e riduce per alcune ore la percezione della fatica.

Terminato questo effetto, però, la sensazione di stanchezza può ripresentarsi in modo ancora più evidente. Se un adolescente avverte spesso il bisogno di ricorrere a queste bevande, il problema potrebbe essere legato a un sonno insufficiente, a un’alimentazione poco equilibrata o a ritmi di vita troppo intensi, situazioni che non possono essere risolte con una lattina di energy drink.

Una scelta che potrebbe aprire il dibattito anche in Europa

La decisione del governo inglese potrebbe rappresentare un punto di svolta nel dibattito europeo sul consumo di energy drink tra i più giovani. Da un lato c’è chi ritiene che limitarne la vendita possa contribuire a proteggere bambini e adolescenti dall’assunzione eccessiva di caffeina; dall’altro, alcuni ritengono che il vero nodo sia rafforzare l’educazione alimentare e aumentare la consapevolezza dei consumatori.

Una cosa, però, appare ormai chiara: gli energy drink non sono semplici bibite analcoliche. Si tratta di prodotti contenenti sostanze stimolanti che, soprattutto durante l’età evolutiva, dovrebbero essere consumati con grande cautela e solo conoscendone realmente gli effetti sull’organismo.

Fonti

  • Reuters
  • Department of Health and Social Care (GOV.UK)
  • EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare)
  • The BMJ

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