Dal degrado agli incendi, fino alla morte di Renata nel 2019 e di Andriy nel 2026: oggi il complesso è patrimonio del Comune e il suo recupero dovrebbe rappresentare una delle principali priorità del percorso di ricostruzione e rinascita di Casamicciola Terme.
Da anni il Pio Monte della Misericordia, nel centro di Casamicciola Terme, sull’isola d’Ischia, rappresenta una delle questioni irrisolte del paese. A pochi passi dal porto turistico e dalla nuova piazza cittadina, il complesso è stato più volte interessato da incendi, è diventato rifugio per persone senza dimora e, negli ultimi anni, è stato teatro di due tragedie umane.
Il ritrovamento, nei giorni scorsi, del corpo senza vita di Andriy ha riportato l’attenzione su una vicenda che va ben oltre l’ultimo episodio di cronaca. È la storia di un edificio storico che, dopo la chiusura delle antiche terme negli anni Settanta, è rimasto per oltre cinquant’anni in stato di abbandono, nonostante i diversi tentativi di recupero annunciati nel corso degli anni.
Una lunga storia di abbandono
Il Pio Monte è uno degli edifici storici più importanti dell’isola d’Ischia. Negli anni, però, il suo nome è comparso più volte nelle cronache locali per episodi che hanno evidenziato il progressivo deterioramento della struttura.
Nel 2016 un incendio interessò parte dell’area.
Nel 2017 un nuovo rogo rese necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco.
Nel 2021 un’altra colonna di fumo si levò dal complesso, riaccendendo l’attenzione sulle sue condizioni.
Parallelamente, la struttura è diventata nel tempo un rifugio di fortuna per alcune persone senza dimora, a testimonianza di una situazione che si è protratta per molti anni.
Due tragedie nello stesso luogo
Il 24 febbraio 2019 all’interno del Pio Monte della Misericordia venne trovata senza vita Renata Hamera, cittadina polacca di 47 anni che viveva in condizioni di estrema fragilità.
Sette anni dopo, nello stesso complesso, è stato rinvenuto il corpo senza vita di Andriy, anche lui senza fissa dimora.
Due storie diverse, accomunate dallo stesso luogo.
Un elemento che riporta inevitabilmente l’attenzione sulla necessità di restituire una funzione e un futuro a uno dei complessi storici più significativi dell’isola.
Dalla proprietà del Pio Monte di Napoli a quella del Comune
Per molti anni uno degli ostacoli al recupero del complesso era rappresentato dalla sua proprietà.
L’immobile apparteneva infatti allo storico ente benefico napoletano Pio Monte della Misericordia di Napoli, circostanza che rendeva particolarmente complessa qualsiasi ipotesi di intervento diretto da parte del Comune di Casamicciola Terme.
Quello scenario, però, è cambiato.
Nel 2025, nell’ambito del programma straordinario di ricostruzione e rigenerazione urbana collegato al terremoto del 2017 e alla frana del 2022, il complesso è stato acquisito dal Comune grazie ai fondi messi a disposizione dalla Struttura commissariale.
L’ acquisizione è stata presentata come uno degli interventi strategici del percorso di ricostruzione e rinascita del paese.
Una priorità per la rinascita di Casamicciola
Il Pio Monte della Misericordia non si trova in una zona periferica o poco visibile.
Sorge di fronte al lungomare, a pochi passi dal porto turistico e dalla nuova piazza del centro, due opere che negli ultimi anni l’amministrazione comunale ha più volte presentato come simboli della rinascita di Casamicciola.
È proprio questo a rendere ancora più evidente il contrasto tra uno dei luoghi più frequentati da residenti e turisti e uno dei complessi storici più importanti dell’isola, ancora oggi segnato da oltre cinquant’anni di abbandono.
Quando nel 2025 venne annunciata l’ acquisizione del complesso da parte del Comune di Casamicciola, il sindaco Giosi Ferrandino spiegò che il Pio Monte avrebbe potuto contribuire anche a dare una risposta abitativa ad alcune famiglie che avevano perso la casa a causa del terremoto del 2017 e della frana del 2022. Successivamente il progetto si è evoluto, prevedendo funzioni pubbliche, scolastiche e di ricerca, mantenendo però immutato l’obiettivo di restituire il Pio Monte alla comunità.
Proprio perché il recupero del Pio Monte rientra tra gli interventi previsti dal programma di ricostruzione post-sisma e post-frana, l’auspicio è che la messa in sicurezza e la successiva riqualificazione del complesso rappresentino una delle principali priorità per Casamicciola Terme.
Non soltanto perché significa restituire dignità a uno degli edifici storici più importanti dell’isola, ma anche perché la sua posizione lo rende uno dei primi luoghi che residenti e visitatori incontrano arrivando nel centro del paese.
Nelle immediate vicinanze del complesso si trovano un’area giochi frequentata quotidianamente da numerose famiglie e bambini, oltre al lungomare, al porto turistico e alla piazza principale. Un ulteriore elemento che rende ancora più evidente l’importanza di restituire decoro e una nuova funzione a un’area così centrale per la vita della comunità.
Oggi, a pochi metri dal porto turistico e dalla nuova piazza, continua infatti a sorgere un complesso che, dopo oltre cinquant’anni di abbandono, porta ancora i segni del degrado, degli incendi documentati dalla cronaca locale e, negli ultimi anni, anche di due tragedie umane.
Per questo motivo, restituire finalmente il Pio Monte della Misericordia ai cittadini rappresenterebbe non solo il recupero di un edificio storico di straordinario valore, ma uno degli interventi più significativi dell’intera ricostruzione di Casamicciola Terme.
Il suo recupero non rappresenterebbe soltanto un’opera pubblica, ma il segnale concreto di una comunità che, dopo il terremoto del 2017 e la frana del 2022, sceglie di ricostruire non solo ciò che è andato perduto, ma anche di restituire valore ai luoghi che custodiscono la memoria e l’identità di Casamicciola.
A cura della redazione di Flash Notizie 24



