Seconda chiusura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi: notificato il nuovo avviso ex art. 415-bis. L’accusa nei confronti di Andrea Sempio resta invariata. Nel comunicato della Procura tutti gli aggiornamenti su impronta 33, traccia della scarpa, DNA, lesioni, dinamica dell’aggressione e nuovi accertamenti sui dati genetici del 2007 relativi ad Alberto Stasi.
La Procura della Repubblica di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini nei confronti di Andrea Sempio nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il 28 settembre 2026 è stato notificato alla difesa il nuovo avviso di conclusione delle indagini ex articolo 415-bis, con il deposito di tutti gli atti, comprese le indagini integrative disposte dalla Procura.
Il punto centrale del comunicato firmato dal procuratore della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, è che il capo di incolpazione nei confronti di Andrea Sempio resta invariato. La Procura ha quindi depositato le nuove consulenze e gli ulteriori accertamenti senza modificare l’impianto dell’accusa. ANSA riferisce che la nuova chiusura delle indagini precede la possibile richiesta di processo per omicidio aggravato.
Garlasco, gli accertamenti sulle tracce di sangue
Uno degli approfondimenti disposti dalla Procura ha riguardato la relazione predisposta dal consulente tecnico della difesa di Andrea Sempio, Armando Palmegiani, relativa all’analisi delle tracce di sangue repertate sulla scena del delitto.
La consulenza della difesa aveva prospettato una ricostruzione autonoma della dinamica dell’aggressione e aveva formulato rilievi metodologici e ipotesi alternative su alcune fasi dell’evento.
Tra gli aspetti analizzati figurano l’area del telefono, il momento e il luogo del lavaggio e il percorso successivo all’omicidio.
La Procura ha incaricato il colonnello Andrea Berti di esaminare la relazione.
Secondo quanto riportato nel comunicato, il consulente del pubblico ministero ha evidenziato la necessità di distinguere tra i dati sostenuti da riscontri materiali, già indicati nella precedente consulenza e confermati, e le ipotesi ricostruttive proposte dalla difesa che, secondo la valutazione della Procura, non sarebbero suscettibili di conferma diretta.
Impronta 33, la nuova valutazione della Procura
Un altro capitolo riguarda la cosiddetta impronta 33, oggetto di una consulenza dattiloscopica integrativa presentata dalla difesa di Andrea Sempio.
La Procura ha affidato l’esame della documentazione ai consulenti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli.
Secondo quanto scritto nel comunicato, le osservazioni formulate dalla difesa non avrebbero introdotto elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche relative all’impronta 33.
La Procura conferma quindi, nel proprio quadro investigativo, le precedenti conclusioni tecniche sull’impronta.
La traccia della scarpa nella villetta di Garlasco
Gli stessi consulenti hanno esaminato anche una consulenza tecnico-calzaturiera relativa alla traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco.
Gli accertamenti sulle calzature, secondo il comunicato della Procura, non consentirebbero di sostenere l’esistenza di una incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa analizzata.
I consulenti hanno inoltre esaminato un’ulteriore consulenza trasmessa dalla difesa della famiglia Poggi il 24 settembre 2026.
Nella relativa nota vengono analizzate le dimensioni di una scarpa modello Frau, numero 42, che risultano compatibili con le misure del piede di Andrea Sempio.
La formulazione utilizzata dalla Procura riguarda quindi la compatibilità delle misure, non l’identificazione certa della scarpa con quella indossata da Sempio. ANSA ha indicato proprio questo elemento tra le novità contenute negli atti depositati dalla Procura.
DNA e accertamenti genetico-forensi su Andrea Sempio
Il comunicato affronta anche gli approfondimenti in materia di genetica forense.
Le note integrative predisposte dalla consulente tecnica della difesa di Andrea Sempio, Marina Baldi, sono state esaminate dai consulenti del pubblico ministero Carlo Previderè e Pierangela Grignani.
Secondo la Procura, le osservazioni della difesa sono state analizzate e contestate dai propri consulenti.
Il comunicato non modifica, sul punto, l’impostazione accusatoria già contenuta negli atti precedenti.
Le nuove analisi medico-legali sulla morte di Chiara Poggi
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda le nuove valutazioni medico-legali sulle lesioni riportate da Chiara Poggi.
La Procura ha affidato alla professoressa Cristina Cattaneo, che aveva già individuato nella lesione all’occipite la causa mortale, l’esame della consulenza medico-legale della difesa e nuove analisi istopatologiche sui blocchetti in paraffina e sui vetrini relativi all’omicidio.
La consulenza ha confermato l’intervallo cronologico già indicato in precedenza anche attraverso l’analisi del digesto, esame che, secondo la Procura, non era mai stato effettuato prima dell’attuale procedimento.
Anche la causa della morte viene confermata nella lesione all’occipite.
Alla professoressa Cattaneo è stato affiancato il professor Biagio Eugenio Leone, anatomopatologo.
La ricostruzione della colluttazione e delle lesioni da difesa
Secondo i consulenti citati dalla Procura, il quadro complessivo delle lesioni deporrebbe per una dinamica lesiva non immediatamente coincidente con il decesso.
La convergenza degli elementi, secondo la loro valutazione, rafforzerebbe l’ipotesi che almeno una parte delle lesioni extracraniche sia stata prodotta durante una colluttazione o comunque durante un’azione aggressiva protrattasi nel tempo.
Durante questa fase, Chiara Poggi avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva, attraverso l’interposizione e la protezione del corpo, senza poter escludere una componente di difesa attiva.
La causa mortale sarebbe poi intervenuta con la lesione all’occipite.
La Procura sostiene inoltre che il quadro complessivo non risulterebbe coerente con l’ipotesi secondo cui tutte le lesioni sarebbero riconducibili esclusivamente a fenomeni aspecifici di caduta, urto, trascinamento o movimentazione, come sostenuto negli elaborati difensivi.
I consulenti del pubblico ministero, inoltre, non rilevano elementi di discordanza tra la dinamica ricostruita dal colonnello Andrea Berti e i dati medico-legali relativi agli spostamenti della vittima.
I particolati ferrosi e gli elementi sulle lesioni
Nel comunicato viene citato anche il rinvenimento di particolati a composizione ferrosa a livello di anca, braccio e coscia.
Secondo i consulenti della Procura, questo elemento contribuisce a rafforzare le conclusioni già espresse sulla presenza di lesioni da difesa.
Anche questo dato viene quindi inserito nel quadro complessivo della ricostruzione medico-legale dell’aggressione.
Chiara Poggi, l’intervallo tra le lesioni e la morte
La Procura ha dedicato uno specifico approfondimento anche alla questione dell’intervallo di sopravvivenza di Chiara Poggi.
Per questo motivo sono state effettuate nuove indagini immunoistochimiche dal professor Biagio Eugenio Leone.
Secondo quanto riportato nel comunicato, gli accertamenti hanno fornito elementi che corroborano e si aggiungono alle tempistiche indicate nella precedente consulenza tecnica.
I risultati vengono descritti come compatibili con una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma precedente al decesso.
L’intervallo viene indicato orientativamente come compreso tra un minimo di 15 e 30 minuti, senza poter escludere una sopravvivenza complessiva più prolungata, fino a circa 60 minuti.
Si tratta di una delle principali novità medico-legali contenute nel nuovo comunicato della Procura.
Il capitolo sui Raw Data del DNA del 2007 e Alberto Stasi
Il comunicato della Procura contiene poi un capitolo distinto e particolarmente rilevante relativo alla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Sono stati acquisiti gli esiti di una consulenza dei tecnici nominati dalla difesa di Stasi, Ugo Ricci e Pasquale Linarello, relativa ai Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal RIS di Parma il 6 novembre 2025.
Secondo quanto riportato nel comunicato, nei dati sono state individuate due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007 relative al campione denominato bu_p.
Si tratta dello stesso campione collegato alle analisi sui pedali della bicicletta Umberto Dei, dalle quali era emersa la presenza del DNA attribuito a Chiara Poggi e che contribuì al fermo di Alberto Stasi.
Le due controanalisi del 20 settembre 2007 sarebbero risultate totalmente negative.
Le analisi del 20 settembre 2007 non presenti nel fascicolo di Stasi
La Procura riferisce che i consulenti della difesa di Stasi hanno ritenuto quelle controanalisi potenzialmente idonee a scagionarlo già nel 2007.
Il punto evidenziato nel comunicato è però soprattutto un altro: delle due corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007 e dei relativi tracciati, secondo la Procura, non è stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del processo celebrato nei confronti di Alberto Stasi.
Il comunicato ricostruisce quindi una situazione nella quale il profilo genetico ottenuto il 19 settembre 2007 dall’unico estratto disponibile del reperto era stato attribuito alla vittima, mentre nuove analisi effettuate il giorno successivo sullo stesso campione avevano dato esito negativo.
La Procura di Pavia ha quindi svolto ulteriori accertamenti per ottenere chiarimenti da appartenenti al RIS di Parma dell’epoca.
I consulenti della Procura confermano le controanalisi negative
La Procura ha affidato ai propri consulenti genetici Carlo Previderè e Pierangela Grignani una valutazione critica dei risultati contrastanti.
Secondo il comunicato, i consulenti hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007.
Alla luce della discordanza, hanno ritenuto che all’epoca sarebbe stato opportuno effettuare un ulteriore approfondimento.
Dalle recenti indagini della Procura di Pavia, tuttavia, questo approfondimento non risulta essere stato effettuato.
Si tratta di un passaggio distinto dall’indagine attuale su Andrea Sempio e riguarda direttamente la documentazione tecnica relativa al precedente procedimento nei confronti di Alberto Stasi.
Le tracce di sangue sugli intonaci della villetta di Garlasco
Un ulteriore capitolo riguarda le attività tecnico-scientifiche condotte dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche presso i laboratori del RIS di Roma.
Lo studio ha analizzato le dinamiche di prelievo e la caratterizzazione biologico-genetica di tracce emoderivate umane deposte su tre differenti tipologie di supporto murario.
Secondo i risultati riportati dalla Procura, la sperimentazione ha confermato la presenza di sangue nei campioni analizzati sugli intonaci.
Allo stesso tempo, gli esiti negativi della quantificazione del materiale genetico e del test di conferma relativo al tessuto ematico non dimostrerebbero necessariamente l’assenza di sangue o di DNA sulle superfici murarie.
La spiegazione indicata riguarda l’effetto inibente del particolato minerale alcalino dell’intonaco, che può interferire con le analisi.
La consulenza psichiatrica su Andrea Sempio resta sospesa
Il comunicato affronta infine la consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi.
Il consulente ha riferito di aver esaminato tutti gli elementi messi a disposizione dagli inquirenti e provenienti dalle indagini.
Secondo Catanesi, tuttavia, gli elementi individuati avrebbero richiesto un confronto diretto attraverso un esame clinico sulla persona di Andrea Sempio.
Sempio ha rifiutato di sottoporsi alla visita.
Per questo motivo, il consulente ha ritenuto di non disporre di elementi sufficienti per fornire risposte adeguatamente motivate e metodologicamente solide ai quesiti posti dalla Procura.
Gli accertamenti della Procura di Pavia relativi a questo specifico aspetto risultano quindi, allo stato, sospesi.
Garlasco, cosa succede ora dopo la chiusura delle indagini su Sempio
La notifica del nuovo 415-bis conclude la fase delle indagini preliminari, ma non equivale a una sentenza e non stabilisce la responsabilità penale di Andrea Sempio.
La difesa potrà ora esaminare gli atti depositati dalla Procura e presentare le proprie osservazioni e memorie nei termini previsti dalla procedura.
Successivamente la Procura di Pavia dovrà assumere le proprie determinazioni sull’azione penale.
La chiusura delle indagini costituisce quindi il passaggio che precede la possibile richiesta di rinvio a giudizio. ANSA indica infatti la nuova chiusura dell’inchiesta come il passaggio verso la possibile richiesta di processo per l’accusa contestata a Sempio.
Alberto Stasi, cosa dice la Procura sulla sua condanna
Il comunicato dedica infine una precisazione specifica alla posizione di Alberto Stasi.
La Procura di Pavia sottolinea che nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è stata rivolta al Procuratore Generale.
La Procura precisa inoltre che il Procuratore Generale è stato e sarà informato degli aspetti ritenuti di possibile interesse.
Pertanto, gli elementi emersi sulle analisi genetiche del 2007 non modificano automaticamente la condanna definitiva di Stasi.
L’eventuale rilevanza di questi nuovi dati dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie competenti e attraverso gli strumenti processuali previsti dalla legge.
Il caso Garlasco entra in una nuova fase giudiziaria
A 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la nuova indagine della Procura di Pavia arriva quindi a un nuovo passaggio formale.
Il capo di incolpazione nei confronti di Andrea Sempio resta invariato, mentre gli ulteriori accertamenti hanno riguardato numerosi aspetti della vicenda: dalle tracce di sangue all’impronta 33, dalla traccia della scarpa alle nuove analisi medico-legali, dall’intervallo di sopravvivenza alle indagini genetiche.
Parallelamente, il ritrovamento nei Raw Data delle due corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007 apre un ulteriore capitolo sulla documentazione tecnica relativa al procedimento che portò alla condanna di Alberto Stasi.
La Procura precisa però che la valutazione complessiva della rilevanza e del significato degli elementi probatori acquisiti sarà esposta negli atti destinati ai giudici competenti presso il Tribunale di Pavia.
La Procura di Pavia, decorsi i termini di legge, assumerà quindi le determinazioni relative all’azione penale.
FONTI
Comunicato stampa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, 28 settembre 2026, a firma del procuratore della Repubblica Fabio Napoleone.
Il testo integrale del comunicato è stato pubblicato da Agenzia Giornalistica Opinione.
Per gli aggiornamenti sulla chiusura delle indagini: ANSA, 28 settembre 2026.



