Garlasco, esposto del Codacons contro Nuzzi e Viero: al centro il caso Portera

La nuova puntata di Quarto Grado dedicata a Garlasco si apre con una vicenda che riguarda non soltanto gli sviluppi investigativi sul delitto di Chiara Poggi, ma anche il modo in cui alcuni protagonisti degli approfondimenti televisivi vengono presentati al pubblico. Il Codacons ha infatti segnalato Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, conduttori di Quarto Grado, all’Ordine dei Giornalisti, ad Agcom e a Mediaset, contestando la presentazione del genetista ed ex ufficiale del RIS Giorgio Portera come figura “super partes” rispetto al caso. 

La questione nasce dal ruolo attribuito a Portera durante gli approfondimenti televisivi sulle analisi scientifiche effettuate all’epoca del delitto. Il Codacons sostiene che nei dati grezzi relativi alle analisi del DNA sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi compaia un accesso riconducibile alla user personale “port”, associata a Portera. Secondo l’associazione, questo elemento meriterebbe di essere considerato nel momento in cui il genetista viene chiamato a commentare quelle stesse analisi in televisione. 

Il punto contestato dal Codacons

La contestazione non riguarda Quarto Grado come programma, ma nello specifico Nuzzi e Viero, ai quali il Codacons attribuisce una presentazione di Portera come esperto “super partes”. L’associazione ha chiesto all’Ordine dei Giornalisti di valutare la correttezza delle modalità con cui l’ospite è stato presentato e ad Agcom e Mediaset di verificare, per quanto di rispettiva competenza, gli aspetti legati alla trasparenza dell’informazione e alle regole applicabili. 

Il tema è particolarmente delicato perché Portera, durante il suo intervento televisivo, viene chiamato a esprimersi su alcuni degli elementi scientifici tornati al centro dell’attenzione nell’ambito della nuova fase del caso Garlasco: dal DNA associato ai pedali della bicicletta di Stasi ad altri reperti e accertamenti genetici dell’epoca. 

Il Codacons sostiene che l’eventuale partecipazione di Portera alle attività tecniche del RIS sui campioni oggi discussi avrebbe dovuto essere esplicitata, prima di definirlo una figura “super partes”. È questa la questione che l’associazione ha sottoposto agli organismi competenti.

La versione di Giorgio Portera

Portera, tuttavia, ha fornito una ricostruzione precisa del proprio ruolo e ha escluso di avere personalmente eseguito l’analisi genetica oggetto della contestazione.

Il genetista, ascoltato dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova indagine, ha dichiarato di non aver eseguito personalmente l’analisi genetica del campione né di aver valutato o interpretato profili genetici relativi al caso Garlasco durante il suo servizio al RIS di Parma. Ha inoltre precisato di non aver svolto sopralluoghi e di non aver firmato verbali o referti relativi al caso. 

Il collegamento tra la sua utenza e il campione denominato BU_P, relativo al materiale genetico sui pedali della bicicletta di Stasi, viene spiegato da Portera attraverso la registrazione di un accesso effettuato con la sua user personale durante l’ultima fase di lavorazione della traccia. 

La precisazione più importante riguarda proprio la natura di quell’accesso. Portera sostiene che si trattasse della fase finale di caricamento del campione sul sequenziatore, dopo che il materiale era già stato lavorato da altri. Ha inoltre dichiarato di non poter stabilire oggi con certezza se l’operazione materiale sia stata compiuta direttamente da lui oppure da un collega al quale aveva consentito di accedere allo strumento utilizzando la sua utenza. 

È quindi importante distinguere la presenza della user nei dati tecnici dall’affermazione che Portera abbia personalmente eseguito l’analisi genetica o interpretato i risultati: la seconda circostanza è stata esplicitamente negata dal diretto interessato.

Perché il campione BU_P è diventato centrale

Il campione BU_P è legato alle analisi del materiale genetico rilevato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, uno degli elementi tecnici che sono tornati al centro del dibattito sul caso Garlasco.

La nuova documentazione sulle attività di laboratorio ha riacceso l’attenzione sulle modalità con cui furono effettuati gli accertamenti scientifici nel 2007 e sul significato da attribuire ai dati tecnici oggi disponibili. È proprio all’interno di questa documentazione che è stato individuato l’accesso associato alla user “port”, elemento sul quale il Codacons fonda la propria contestazione. 

Ma il dato informatico, da solo, non equivale alla dimostrazione che l’utente abbia materialmente svolto tutte le attività analitiche associate a quel campione. È questa la distinzione che Portera ha sottolineato nella propria ricostruzione davanti alla Procura.

Il contesto: le nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi

La vicenda si inserisce nella nuova fase investigativa sul delitto di Chiara Poggi, per il quale Alberto Stasi è stato definitivamente condannato mentre la nuova indagine della Procura di Pavia ha riguardato Andrea Sempio.

Le recenti attività investigative hanno riportato al centro dell’attenzione anche le analisi genetiche condotte all’epoca. Secondo quanto riferito dalla Procura e riportato da Mediaset, tra gli elementi emersi c’è anche la conclusione dei pm secondo cui il DNA di Chiara Poggi non sarebbe stato rilevato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. 

Si tratta di un elemento che contribuisce a spiegare perché, a distanza di anni, le procedure e i dati relativi agli accertamenti scientifici del 2007 siano nuovamente oggetto di approfondimento.

La coincidenza con la nuova puntata di Quarto Grado

La segnalazione del Codacons arriva inoltre a ridosso della nuova puntata di Quarto Grado del 2 ottobre 2026, condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.

La trasmissione ha annunciato proprio per questa puntata un’intervista esclusiva a Giorgio Portera, genetista ed ex ufficiale del RIS di Parma, dedicata alle analisi scientifiche dell’epoca. La puntata torna sul caso Garlasco dopo la conclusione delle recenti indagini della Procura di Pavia. 

La coincidenza rende quindi particolarmente attuale la questione sollevata dal Codacons: da una parte c’è la contestazione sul modo in cui l’esperto è stato presentato al pubblico; dall’altra c’è la posizione dello stesso Portera, che rivendica un ruolo esclusivamente tecnico e marginale rispetto all’analisi del campione e nega di averne valutato o interpretato i profili genetici.

Un confronto che riguarda anche l’informazione giudiziaria

Al di là dello specifico episodio, la vicenda riporta l’attenzione su un tema più ampio: come vengono presentati in televisione gli esperti chiamati a commentare indagini giudiziarie nelle quali possono avere avuto, anche molti anni prima, un ruolo professionale.

Il tema della corretta rappresentazione televisiva dei procedimenti giudiziari non è nuovo. Nel gennaio 2026 Agcom aveva già annunciato verifiche sulle modalità di copertura televisiva del caso Garlasco e aveva richiamato il codice di autoregolamentazione relativo alla rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive. 

Anche l’Ordine dei Giornalisti aveva successivamente richiamato l’attenzione sulla necessità di un controllo sulle trasmissioni televisive di cronaca giudiziaria, sottolineando le responsabilità legate alle modalità con cui vengono raccontate vicende ancora oggetto di attenzione giudiziaria e mediatica. 

Nel caso specifico di Portera, però, la questione è più circoscritta: il Codacons contesta la qualificazione televisiva dell’esperto e chiede agli organismi competenti di esaminare la vicenda; Portera, dal canto suo, nega di avere svolto l’analisi genetica e l’interpretazione dei profili.

È su questa differenza tra il dato tecnico dell’accesso con una determinata utenza, l’interpretazione che ne dà il Codacons e la spiegazione fornita da Portera che si concentra il nodo della vicenda.

La segnalazione agli organismi competenti apre ora un ulteriore fronte, questa volta legato non direttamente alla ricostruzione del delitto, ma alle modalità con cui gli elementi scientifici e gli esperti coinvolti vengono presentati al pubblico durante gli approfondimenti televisivi. 

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