Scontri alle manifestazioni, il COISP denuncia: «90 agenti feriti». Chiesta una revisione delle regole d’ingaggio

Il sindacato di polizia lancia l’allarme dopo le violenze durante i cortei a Milano, Bologna e Torino. Domenico Pianese denuncia l’utilizzo di tubi metallici e altri oggetti contro gli agenti e chiede maggiori protezioni per le forze dell’ordine.

Il bilancio degli scontri durante le manifestazioni torna al centro del dibattito sulla sicurezza e sulla gestione dell’ordine pubblico. Il COISP, sindacato indipendente di polizia, denuncia un’escalation di violenza che avrebbe coinvolto diversi reparti impegnati nei servizi di ordine pubblico a Milano, Bologna e Torino. Nel materiale diffuso dal sindacato si parla di 90 agenti feriti complessivamente e si invoca una revisione delle regole d’ingaggio, insieme a dispositivi di protezione più adeguati.

A esprimere forte preoccupazione è Domenico Pianese, segretario generale del COISP, che descrive gli episodi segnalati come un salto di qualità nelle aggressioni contro le forze dell’ordine. Tra le frasi più dure contenute nelle dichiarazioni figura il riferimento al rischio che qualcuno abbia «messo in conto di uccidere un poliziotto».

Milano, agenti accerchiati e tubi metallici utilizzati contro la polizia

Tra gli episodi denunciati dal sindacato, particolare attenzione viene riservata a quanto sarebbe accaduto a Milano. Secondo la ricostruzione diffusa dal COISP, circa 40 operatori del Reparto Mobile di Genova sarebbero stati accerchiati durante gli scontri. Quindici agenti avrebbero riportato ferite, con prognosi fino a 20 giorni, dopo essere stati colpiti da sassi e transenne.

Il sindacato segnala inoltre quanto avvenuto in piazza Cordusio, dove alcuni tubi metallici provenienti da un cantiere sarebbero stati rimossi e utilizzati contro gli operatori di polizia.

Pianese sottolinea la pericolosità di questi oggetti, che possono provocare lesioni gravissime. Nel suo intervento richiama anche un precedente storico: il 19 novembre 1969, in via Larga a Milano, l’agente Antonio Annarumma morì durante gli scontri dopo essere stato colpito da un tubo di ferro.

Il riferimento viene utilizzato dal segretario del COISP per ribadire che la gravità delle aggressioni non può essere sottovalutata e che la tutela dell’incolumità degli operatori deve rappresentare una priorità.

Milano, dirigente di polizia colpito alla testa da un sampietrino

Tra gli episodi più gravi segnalati a Milano c’è quello che ha coinvolto Angelo De Simone, primo dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia, colpito alla testa da un sampietrino durante gli scontri in piazza Duomo. Le immagini diffuse da AGTW e riprese da testate come Corriere della Sera e la Repubblica mostrano il dirigente con una vistosa ferita al capo mentre cerca di tamponare il sangue e continua a dirigere il servizio d’ordine. Il filmato documenta la gravità dell’episodio e le condizioni in cui si sono trovati a operare gli agenti durante i disordini.

Bologna e Torino, il bilancio denunciato dal sindacato

Nel materiale del COISP viene indicato un ulteriore bilancio di 40 agenti feriti a Bologna, appartenenti ai reparti di Padova, Firenze, Senigallia e Bologna. Le lesioni segnalate avrebbero comportato prognosi fino a 30 giorni, con casi che riguarderebbero anche legamenti compromessi. Il sindacato riferisce inoltre di mezzi danneggiati durante gli scontri.

Per Torino viene riportato un ulteriore dato di 35 agenti feriti. La somma delle cifre indicate nel materiale sindacale porta così a un totale di 90 feriti.

È tuttavia necessario precisare che l’agenzia DIRE, in un articolo pubblicato il 18 ottobre, ha riportato un bilancio di 55 poliziotti feriti tra Milano e Bologna, sulla base delle dichiarazioni di Pianese. Il conteggio complessivo di 90, che comprende anche Torino, deve quindi essere riferito specificamente al materiale del COISP inviato alla redazione e verificato sul comunicato originale prima di essere presentato come bilancio definitivo.

«Servono maggiori protezioni e nuove regole d’ingaggio»

La richiesta centrale del COISP riguarda il rafforzamento delle misure di protezione per gli agenti e una revisione delle regole che disciplinano l’intervento delle forze dell’ordine durante le manifestazioni.

Secondo Pianese, quando un reparto viene accerchiato e gli operatori sono esposti ad attacchi con oggetti potenzialmente letali, è necessario disporre di strumenti adeguati per proteggere gli agenti e ripristinare condizioni di sicurezza.

Il segretario del sindacato contesta un modello che, a suo giudizio, finirebbe per affidare eccessivamente la sicurezza degli operatori alla loro capacità di resistere alle aggressioni. La richiesta è quella di un quadro operativo che consenta di intervenire in modo efficace, nel rispetto delle norme e dei principi di proporzionalità.

La revisione delle regole d’ingaggio rappresenta quindi, nella posizione espressa dal COISP, uno degli strumenti per affrontare situazioni nelle quali la protesta degenera in violenza.

Le prognosi e le ferite degli agenti medicati al Niguarda

Nel suo intervento, Pianese riferisce anche di segnalazioni riguardanti le prognosi assegnate ad alcuni agenti medicati all’ospedale Niguarda di Milano.

Secondo quanto dichiarato dal segretario del COISP, sarebbero stati segnalati casi in cui la durata della prognosi apparirebbe ridotta rispetto alla gravità delle ferite descritte. Tra gli esempi citati figurano un agente con il volto coperto di sangue e ferite aperte, al quale sarebbero stati assegnati sei giorni, e un collega con fratture alla mano e al polso, per il quale sarebbero stati indicati 15 giorni.

Si tratta di valutazioni riferite dal sindacato, che non costituiscono di per sé una verifica indipendente delle singole valutazioni mediche.

Il COISP: «Le aggressioni vanno condannate senza ambiguità»

Il sindacato chiede agli organizzatori delle manifestazioni e ai rappresentanti politici di condannare in modo esplicito le aggressioni contro le forze dell’ordine.

Nel comunicato viene contestata la possibilità di utilizzare la presenza di studenti e partecipanti pacifici come giustificazione per i comportamenti violenti di singoli gruppi. La posizione del COISP è che il diritto a manifestare debba essere tutelato, ma che non possa diventare una copertura per chi aggredisce gli agenti o danneggia beni pubblici e privati.

La questione rimanda a un tema più ampio: la necessità di distinguere tra chi esercita pacificamente il diritto di protesta e chi commette atti di violenza. Una distinzione essenziale per affrontare il dibattito sulla sicurezza senza sovrapporre comportamenti diversi né attribuire responsabilità collettive a tutti i partecipanti.

Sicurezza e diritto di manifestare: il dibattito resta aperto

Le dichiarazioni del COISP riaccendono il confronto sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico, sulle dotazioni degli agenti e sui limiti dell’intervento delle forze di polizia durante i cortei.

Da una parte, il sindacato chiede maggiori garanzie per gli operatori e strumenti adeguati a fronteggiare aggressioni particolarmente pericolose. Dall’altra, ogni revisione delle regole operative deve inserirsi nel quadro delle norme vigenti e dei principi che regolano l’uso della forza.

Il punto centrale resta la possibilità di garantire contemporaneamente la sicurezza degli agenti, l’incolumità dei cittadini e il diritto costituzionale a manifestare pacificamente.

Il COISP sollecita una risposta alle violenze denunciate e una presa di posizione chiara da parte delle responsabilità politiche e organizzative. Le richieste del sindacato riportano così al centro dell’attenzione il tema della prevenzione degli scontri e della tutela di chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.

Fonte: dichiarazioni del COISP (Instagram)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto