Alessandro Basciano rinviato a giudizio per stalking nei confronti di Sophie Codegoni: processo al via il 20 gennaio

Il DJ e influencer dovrà affrontare il processo con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. La decisione arriva al termine dell’udienza preliminare a Milano. Basciano ha sempre respinto le accuse.

Alessandro Basciano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna Sophie Codegoni. La decisione è stata presa il 16 ottobre 2026 dalla giudice per l’udienza preliminare di Milano, Lorenza Pasquinelli, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura. Il processo inizierà il 20 gennaio, quando la vicenda approderà alla fase dibattimentale.

La notizia, riportata dall’ANSA, segna un nuovo passaggio nella vicenda giudiziaria che coinvolge i due volti noti del mondo televisivo e dei social network. Al centro dell’indagine ci sono una serie di episodi che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati tra il 2023 e il 2024. Basciano, difeso dall’avvocato Leonardo D’Erasmo, ha sempre respinto le contestazioni.

La storia tra Alessandro Basciano e Sophie Codegoni

La relazione tra Alessandro Basciano e Sophie Codegoni è nata sotto i riflettori del Grande Fratello Vip, dove i due si sono conosciuti nel 2021. Il loro rapporto ha rapidamente attirato l’attenzione del pubblico, diventando uno degli argomenti più seguiti dagli appassionati di cronaca rosa e televisione.

Dopo la partecipazione al reality, la coppia ha proseguito la relazione lontano dalle telecamere, condividendo sui social diversi momenti della propria vita privata. Nel 2022 Basciano ha chiesto a Codegoni di sposarlo durante il Festival del Cinema di Venezia, in un momento che aveva suscitato grande interesse mediatico.

Dalla loro relazione è nata una figlia. Con il passare del tempo, tuttavia, il rapporto è entrato in crisi, fino alla separazione e all’emergere delle contestazioni che avrebbero successivamente portato all’apertura dell’indagine giudiziaria.

Le denunce e le accuse contestate dalla Procura

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte contestate ad Alessandro Basciano si sarebbero protratte dal luglio 2023 al novembre 2024. L’ipotesi di reato è quella di atti persecutori, comunemente indicati come stalking.

Nell’ambito dell’indagine, la Procura ha contestato una serie di comportamenti reiterati che, secondo l’accusa, avrebbero provocato in Sophie Codegoni uno stato di ansia e paura, oltre al timore per la propria incolumità. Tra gli elementi raccolti figurano comunicazioni tra i due, messaggi e testimonianze che gli investigatori hanno esaminato nel corso degli accertamenti.

Codegoni, ascoltata dagli inquirenti dopo la prima fase della vicenda, avrebbe confermato le accuse e descritto una situazione che, secondo il suo racconto, avrebbe inciso anche sulle sue abitudini quotidiane. Si tratta di circostanze che dovranno essere esaminate nel procedimento giudiziario.

Basciano, dal canto suo, ha sempre negato di aver commesso atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Attraverso il proprio legale ha sostenuto la propria posizione difensiva e ha fornito agli inquirenti elementi a sostegno della sua versione dei fatti.

L’arresto del novembre 2024 e la successiva scarcerazione

Uno dei momenti più rilevanti della vicenda risale al novembre 2024, quando Alessandro Basciano venne arrestato nell’ambito dell’inchiesta per stalking. Il DJ trascorse meno di 48 ore in carcere prima di essere scarcerato su decisione della giudice per le indagini preliminari.

La scarcerazione non determinò la conclusione dell’indagine. Gli accertamenti proseguirono per approfondire le dichiarazioni delle parti, le comunicazioni intercorse tra i due e gli altri elementi acquisiti dagli investigatori.

Nei giorni successivi, la questione della querela e delle dichiarazioni rese dalle persone coinvolte divenne oggetto di ulteriori approfondimenti. Secondo quanto riferito all’epoca dall’ANSA, nel fascicolo non risultava una remissione della prima querela nei termini inizialmente discussi. La Procura proseguì quindi le verifiche, ascoltando nuovamente le persone coinvolte e raccogliendo ulteriori elementi.

Il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico

Nel febbraio 2025, il Tribunale del Riesame di Milano dispose nei confronti di Basciano il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dai luoghi frequentati da Sophie Codegoni, accompagnato dal controllo elettronico a distanza. La decisione arrivò dopo il ricorso della Procura contro la precedente revoca della custodia cautelare.

Il provvedimento venne successivamente confermato dalla Corte di Cassazione nell’aprile 2025. La misura cautelare rappresentava un passaggio distinto rispetto all’accertamento definitivo delle responsabilità penali.

Nel corso del 2025, la vicenda continuò a svilupparsi sul piano investigativo. La Procura di Milano chiuse le indagini nel settembre dello stesso anno, preparando il passaggio successivo del procedimento. Nel novembre 2025 Basciano chiese di essere interrogato dal pubblico ministero per difendersi dalle contestazioni.

La richiesta di rinvio a giudizio e la decisione del 16 ottobre 2026

Nel febbraio 2026 la Procura di Milano aveva formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per il DJ, ritenendo che gli elementi raccolti giustificassero il passaggio alla fase processuale. La decisione spettava alla giudice per l’udienza preliminare, chiamata a valutare la richiesta e gli atti dell’indagine.

Un ulteriore sviluppo era arrivato nel marzo 2026, quando era stata revocata la misura del braccialetto elettronico. La decisione riguardava la misura cautelare e non costituiva una pronuncia definitiva sulle accuse contestate.

Il 16 ottobre 2026 è arrivata quindi la decisione sul rinvio a giudizio: la giudice Lorenza Pasquinelli ha accolto la richiesta della Procura. Il procedimento proseguirà con il processo, la cui prima udienza è fissata per il 20 gennaio.

Basciano ha sempre respinto le accuse: cosa succede adesso

Con il rinvio a giudizio, la vicenda entra in una nuova fase. Durante il processo saranno esaminati gli elementi raccolti nel corso delle indagini e le posizioni delle parti, nel rispetto del contraddittorio.

Alessandro Basciano ha sempre respinto le accuse di atti persecutori nei confronti di Sophie Codegoni. La sua posizione difensiva dovrà essere valutata nel corso del procedimento, insieme alle contestazioni formulate dalla Procura.

È importante distinguere il rinvio a giudizio da una condanna: la decisione stabilisce che il caso venga affrontato in un processo, ma non determina la responsabilità penale dell’imputato. Sarà il procedimento giudiziario a chiarire i fatti contestati e le rispettive responsabilità.

Fonte principale: Agenzia ANSA, 16 ottobre 2026. Per la ricostruzione cronologica sono stati consultati anche precedenti resoconti ANSA relativi all’arresto, alle misure cautelari e agli sviluppi dell’indagine.

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