Il Grand Hotel di Riccione, uno degli alberghi simbolo della Riviera romagnola, è stato posto sotto sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini. L’indagine riguarda un presunto sistema di bancarotta fraudolenta legato alla gestione della struttura dopo il fallimento della società proprietaria.
Al momento dell’intervento dei finanzieri, all’interno dell’hotel erano presenti anche alcuni ospiti, che hanno dovuto lasciare la struttura e sono stati successivamente ricollocati con il supporto dell’amministrazione comunale.
Sequestri per circa 29 milioni di euro e sei persone indagate
L’operazione, eseguita dalla Guardia di Finanza di Rimini, ha portato al sequestro di immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 29 milioni di euro. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni nelle province di Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari, anche con il supporto delle unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro contante.
Sono sei le persone iscritte nel registro degli indagati per diversi reati di bancarotta fraudolenta. Tra queste figura anche l’ex amministratore della società che gestiva il Grand Hotel, ritenuto dagli investigatori il presunto referente principale dell’intero sistema. Le accuse sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere accertate nelle sedi processuali.
L’ipotesi della Procura: attività proseguita anche dopo il fallimento
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società proprietaria dell’albergo era stata dichiarata fallita nel 2023. Nonostante ciò, la struttura avrebbe continuato a svolgere attività turistico-ricettiva attraverso una serie di operazioni societarie ritenute fittizie e riconducibili agli stessi soggetti coinvolti nell’inchiesta.
Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, l’immobile avrebbe dovuto essere riconsegnato al curatore fallimentare nominato dal Tribunale, ma la gestione sarebbe proseguita nonostante la revoca delle autorizzazioni. Gli investigatori contestano inoltre che una parte significativa degli incassi sarebbe stata effettuata in contanti e non regolarmente contabilizzata. Si tratta di contestazioni formulate dalla Procura che saranno oggetto dell’eventuale processo.
Turisti allontanati e asta prevista a settembre
Il blitz della Guardia di Finanza ha sorpreso anche i clienti presenti nell’albergo. Dopo l’esecuzione del sequestro, gli ospiti hanno dovuto lasciare la struttura e il Comune di Riccione si è attivato per individuare soluzioni alternative per il loro soggiorno.
Secondo quanto riportato dagli inquirenti, il Grand Hotel dovrebbe essere messo all’asta il 23 settembre, con una base che si aggirerebbe intorno ai 24 milioni di euro.
Un simbolo della Riviera al centro dell’inchiesta
Inaugurato nel 1929, il Grand Hotel di Riccione rappresenta uno degli edifici storici più conosciuti della città e della Riviera romagnola. Nel corso dei decenni è diventato un punto di riferimento del turismo italiano e ha ospitato eventi e personalità di rilievo. Oggi il suo nome finisce al centro di una complessa indagine economico-finanziaria che punta a fare luce sulla gestione della struttura dopo il fallimento della società proprietaria.
Fonti
- ANSA
- Il Resto del Carlino
- Teleromagna



