Una richiesta di silenzio nel cuore della notte si sarebbe trasformata in una violenta aggressione. È quanto racconta una donna di 65 anni residente a Casette Verdini di Pollenza, in provincia di Macerata, finita in ospedale con sette costole fratturate e un polmone perforato dopo un pestaggio che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato compiuto da un gruppo di minorenni.
La vicenda, rilanciata da TGCOM24 sulla base del racconto della donna al Corriere Adriatico, ha suscitato forte indignazione e riacceso il dibattito sul fenomeno della violenza giovanile e delle cosiddette baby gang.
La ricostruzione dell’aggressione
Secondo quanto riferito dalla 65enne, tutto sarebbe iniziato poco prima delle tre del mattino. I rumori provenienti dalla strada e il continuo rombare dei motorini l’avrebbero svegliata, spingendola ad affacciarsi alla finestra per chiedere a un gruppo di ragazzi di abbassare il volume.
La richiesta avrebbe provocato la reazione di uno dei giovani, che l’avrebbe invitata a scendere in strada con toni minacciosi. La donna ha raccontato di essersi avvicinata a un’Ape con lo sportello aperto, dove si trovava il ragazzo, rispondendo alla provocazione con un semplice: “Eccomi qui”.
Da quel momento, sempre secondo il suo racconto, la situazione sarebbe precipitata. Il giovane l’avrebbe colpita con entrambi i piedi all’altezza delle costole, facendola cadere a terra. Subito dopo sarebbe stata circondata da altri giovanissimi arrivati in sella ai motorini, trascinata sull’asfalto e colpita ripetutamente con calci mentre era ormai a terra. La donna ha inoltre riferito che uno degli scooter le sarebbe passato sulle gambe e che, nel tentativo di annotarne la targa, sarebbe stata colpita nuovamente alle mani per costringerla a lasciar perdere.
Le gravi conseguenze e il ricovero
L’aggressione avrebbe provocato lesioni molto serie. La donna ha dichiarato di aver riportato sette costole fratturate e un polmone perforato, condizioni che hanno reso necessario il ricovero in ospedale.
Le sue parole, affidate al Corriere Adriatico e riprese da TGCOM24, descrivono tutta la violenza dell’episodio: «Una violenza selvaggia, ho sette costole fratturate e un polmone perforato. Respiro a fatica».
Un episodio che riaccende il dibattito sulla violenza giovanile
L’episodio si inserisce in un contesto in cui i casi di aggressioni riconducibili a gruppi di giovanissimi continuano a destare preoccupazione. Negli ultimi mesi il tema della criminalità minorile è tornato al centro del dibattito pubblico, spingendo il Governo a introdurre misure più severe per contrastare fenomeni come baby gang, porto di oggetti atti a offendere e violenze nelle aree urbane.
Tra gli interventi previsti figurano un rafforzamento degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine e un inasprimento di alcune misure applicabili anche ai minori, con l’obiettivo dichiarato di prevenire episodi di violenza e aumentare la sicurezza nei luoghi pubblici.
Al di là delle norme, resta però aperta una riflessione più ampia. Ogni episodio di questo tipo rappresenta non solo un fatto di cronaca, ma anche un segnale di un disagio che coinvolge famiglie, scuola, istituzioni e società. Reprimere i reati è fondamentale, ma prevenzione, educazione e responsabilità condivisa restano strumenti altrettanto indispensabili per contrastare una violenza giovanile che, sempre più spesso, finisce al centro delle pagine di cronaca.
Fonti
- TGCOM24
- Corriere Adriatico (come riportato da TGCOM24)



