Bulgaria, giornalista spinta a terra da un agente mentre cerca di intervistare la presidente del Parlamento

Un video girato a Sofia mostra la giornalista Sonya Koltuklieva cadere sul marciapiede dopo essere stata spinta da un agente del servizio di protezione nazionale bulgaro. L’episodio, avvenuto il 22 ottobre 2026, ha provocato forti reazioni politiche e l’apertura di verifiche da parte delle autorità competenti.

Bulgaria, il video della giornalista spinta a terra a Sofia

Le immagini hanno rapidamente attirato l’attenzione dei media bulgari e degli utenti sui social network. Nel filmato si vede Sonya Koltuklieva, giornalista dell’agenzia di stampa PIK, avvicinarsi all’automobile sulla quale si trova Mihaela Dotsova, presidente dell’Assemblea nazionale bulgara, per cercare di rivolgerle una domanda.

Dopo che la giornalista apre la portiera dell’auto, interviene un agente del National Security Service, noto con la sigla NSO, il servizio incaricato della protezione di importanti personalità istituzionali del Paese. L’agente la spinge e Koltuklieva cade all’indietro sul marciapiede.

L’episodio si è verificato davanti alla sede del movimento politico Progressive Bulgaria, nella capitale Sofia. Le immagini mostrano la caduta della reporter e la successiva partenza delle automobili della delegazione.

Sonya Koltuklieva in ospedale dopo la caduta

Dopo l’accaduto, la giornalista è stata accompagnata al pronto soccorso dell’Accademia medica militare di Sofia, dove è stata sottoposta ad accertamenti. La struttura sanitaria ha confermato che la paziente è stata visitata e successivamente dimessa per proseguire le cure a domicilio.

Koltuklieva ha riferito di aver riportato una frattura alla spalla in seguito alla caduta. I dettagli clinici non sono stati divulgati integralmente dalla struttura sanitaria, che ha precisato di non poter fornire ulteriori informazioni senza il consenso della paziente.

Agente di sicurezza fermato, avviate le indagini

Il caso ha portato all’apertura di verifiche interne da parte del servizio di protezione nazionale bulgaro. L’NSO ha comunicato di aver disposto un controllo immediato e approfondito sul comportamento degli agenti coinvolti, precisando che saranno adottate misure severe qualora vengano accertate condotte non conformi alle circostanze.

La vicenda è stata inoltre segnalata alla Procura militare competente. Secondo le informazioni diffuse dai media bulgari il 23 ottobre, l’agente coinvolto è stato fermato e sono stati avviati accertamenti preliminari. Le responsabilità individuali e la legittimità dell’intervento dovranno essere chiarite attraverso le procedure previste.

Il servizio di sicurezza ha ricordato anche la necessità di tutelare le persone sottoposte a protezione e ha richiamato l’attenzione sulle disposizioni che regolano gli interventi degli agenti. Saranno le indagini a stabilire se, nel caso specifico, la forza impiegata sia stata proporzionata alla situazione.

Le reazioni politiche dopo il caso di Sofia

La diffusione del filmato ha provocato numerose reazioni nel panorama politico bulgaro. Diversi esponenti hanno chiesto chiarimenti e responsabilità istituzionali, mentre il comportamento dell’agente è stato oggetto di critiche pubbliche.

Anche la presidente bulgara Iliana Yotova ha condannato la reazione dell’agente, definendola inaccettabile ed eccessiva. Ha chiesto che le circostanze vengano chiarite rapidamente e che siano assunte le responsabilità del caso qualora emergano violazioni.

La vicenda ha riacceso il dibattito sul rapporto tra sicurezza istituzionale e libertà di stampa, soprattutto quando i giornalisti cercano di rivolgere domande a rappresentanti delle istituzioni durante appuntamenti pubblici.

Libertà di stampa e sicurezza istituzionale: il caso resta aperto

L’episodio di Sofia solleva interrogativi sulla gestione degli interventi del personale incaricato della protezione delle autorità e sulle modalità con cui viene garantito il lavoro dei giornalisti.

Il filmato documenta la spinta e la caduta della reporter, ma la ricostruzione completa delle circostanze, compresa la valutazione dell’intervento dell’agente, spetta alle autorità competenti.

Le verifiche dell’NSO e gli accertamenti della Procura militare dovranno fare chiarezza sull’accaduto. Nel frattempo, il video continua a circolare sui social e sui media, alimentando il confronto pubblico sulla tutela della libertà di stampa in Bulgaria.

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