Val di Susa, assalto ai cantieri Tav: oltre 60 appartenenti alle forze dell’ordine feriti negli scontri. È scontro politico

Immagine di copertina realizzata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

La tensione è tornata altissima in Val di Susa, dove la tradizionale manifestazione del movimento No Tav si è trasformata in una giornata di violenti scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine. Il bilancio provvisorio è pesante: oltre 60 appartenenti alle forze dell’ordine sono rimasti feriti, mentre quattro mezzi di servizio sono stati incendiati durante gli assalti ai cantieri dell’Alta Velocità. Gli episodi hanno provocato una dura reazione delle istituzioni e riacceso il dibattito politico nazionale.

L’assalto ai cantieri Tav e gli scontri con la polizia

La manifestazione è partita da Venaus, nell’ambito del Festival dell’Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav. Secondo gli organizzatori hanno preso parte al corteo migliaia di persone, che hanno attraversato la Val di Susa per raggiungere le aree interessate dai lavori della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione.

Nel corso del pomeriggio una parte dei manifestanti ha raggiunto i cantieri di Chiomonte, San Didero e Salbertrand, dove si sono verificati i momenti di maggiore tensione.

Secondo la ricostruzione delle autorità, gruppi di manifestanti incappucciati hanno lanciato pietre, bulloni, bombe carta, razzi pirotecnici, fumogeni e bottiglie incendiarie contro gli agenti schierati a difesa dei cantieri. In alcuni punti sono state abbattute parti delle recinzioni e sono stati appiccati incendi che hanno coinvolto diversi mezzi di servizio.

Per contenere gli assalti, le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando lacrimogeni e idranti, riuscendo infine a respingere i gruppi più violenti e a impedire l’accesso alle aree operative del cantiere.

Oltre 120 appartenenti alle forze dell’ordine feriti

Il bilancio della giornata è tra i più pesanti registrati negli ultimi anni in Val di Susa.

Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalle autorità, 124 appartenenti alle forze dell’ordine sono rimasti feriti durante gli assalti ai cantieri Tav. Nel dettaglio, il bilancio comprende 60 agenti della Polizia di Stato, 48 carabinieri e 16 militari della Guardia di Finanza. Fortunatamente nessuno dei feriti risulta in pericolo di vita.

Per quanto riguarda i manifestanti, le fonti parlano di circa una cinquantina di contusi, ma il dato non è considerato definitivo, poiché non esiste al momento un bilancio ufficiale consolidato.

Durante gli scontri sono state incendiate quattro camionette di servizio – due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza – e danneggiate alcune infrastrutture del cantiere. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, durante gli assalti sono stati lanciati pietre, bulloni, bombe carta, razzi pirotecnici, fumogeni e bottiglie incendiarie contro gli agenti impegnati nel dispositivo di sicurezza. Per respingere gli attacchi sono stati utilizzati lacrimogeni e idranti, impedendo ai gruppi più violenti di raggiungere le aree operative del cantiere.

Le reazioni delle istituzioni

Gli episodi hanno suscitato immediate reazioni ai massimi livelli istituzionali.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso vicinanza e solidarietà agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine rimasti feriti durante gli scontri.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato con fermezza le violenze, affermando che gli attacchi contro polizia, carabinieri e Guardia di Finanza rappresentano «un attacco allo Stato» e che i responsabili dovranno essere individuati e perseguiti.

Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di una «escalation di violenza inaccettabile», sottolineando la gravità degli episodi e annunciando il massimo impegno nell’identificazione dei responsabili.

Indagini in corso

La Procura e le forze dell’ordine stanno acquisendo le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, dai droni e dagli operatori presenti sul posto per identificare gli autori delle violenze.

Gli investigatori stanno inoltre analizzando i danni provocati ai mezzi e alle strutture del cantiere, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica degli scontri e individuare le responsabilità dei singoli partecipanti agli assalti.

L’inchiesta proseguirà nelle prossime ore con l’esame dei filmati e delle testimonianze raccolte sul posto.

Fonti

  • ANSA
  • RaiNews
  • Corriere della Sera (edizione Torino)
  • Sky TG24
  • la Repubblica Torino
  • Ministero dell’Interno
  • Comunicati delle forze dell’ordine

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