La vicenda giudiziaria di Mario Roggero continua a far discutere anche dopo la condanna definitiva pronunciata dalla Corte di Cassazione e il successivo ordine di esecuzione della pena emesso dalla Procura di Asti. Negli ultimi giorni, oltre agli sviluppi processuali, l’attenzione si è concentrata anche su un episodio risalente al 2005, più volte richiamato da alcuni organi di informazione nel ricostruire il passato del gioielliere.
Proprio su questo punto la famiglia di Roggero ha deciso di intervenire pubblicamente. Attraverso un lungo comunicato diffuso sui profili social ufficiali gestiti dai familiari, è stata fornita una ricostruzione della vicenda con l’obiettivo dichiarato di chiarire alcuni aspetti che, secondo quanto sostenuto nella nota, sarebbero stati raccontati in modo incompleto o non conforme agli atti processuali.
La vicenda che ha portato alla condanna definitiva risale al 28 aprile 2021, quando Mario Roggero, titolare di una gioielleria a Grinzane Cavour, reagì a una rapina sparando contro tre rapinatori in fuga. Nell’episodio morirono due dei malviventi, mentre un terzo rimase ferito. Dopo il processo di primo grado, il giudizio d’appello e la decisione della Corte di Cassazione, la condanna è divenuta definitiva. È in questo contesto che la famiglia ha deciso di pubblicare la propria precisazione sul precedente del 2005
La precisazione della famiglia sul precedente del 2005
Nel comunicato, i familiari sottolineano innanzitutto che l’episodio del 2005 risale a sedici anni prima dei fatti del 2021 e che, secondo quanto da loro sostenuto, non avrebbe alcun collegamento con il procedimento penale conclusosi con la condanna definitiva del gioielliere.
La famiglia afferma inoltre che quel precedente sarebbe già stato approfonditamente esaminato nel corso del processo celebrato davanti alla Corte d’Assise di Asti e che non avrebbe inciso sulla decisione assunta dai giudici.
Nella nota vengono contestate anche alcune ricostruzioni diffuse negli ultimi giorni da parte di organi di informazione. Secondo quanto riportato nel comunicato, l’episodio del 2005 sarebbe stato raccontato in maniera parziale e non conforme agli atti processuali.
Per spiegare la propria posizione, la famiglia propone nel comunicato una diversa ricostruzione dell’episodio del 2005. Secondo quanto riportato nella nota, la vicenda avrebbe avuto origine dall’aggressione subita da una delle figlie di Mario Roggero da parte del fidanzato dell’epoca. Sempre secondo la ricostruzione dei familiari, la giovane sarebbe stata colpita con pugni, sarebbe stata vittima di un duplice tentativo di investimento con un’automobile e infine abbandonata, ferita, in una strada isolata. Per questo motivo, la famiglia sostiene che quell’episodio non possa essere ridotto a un semplice litigio tra giovani.
Nel comunicato viene inoltre precisato che Roggero non avrebbe fatto irruzione nell’abitazione del ragazzo né avrebbe aggredito alcuno. Secondo la versione riportata dai familiari, il gioielliere si sarebbe limitato a citofonare per chiedere spiegazioni e avrebbe preso dalla propria auto una pistola regolarmente detenuta e scarica soltanto dopo che il padre del giovane avrebbe minacciato di scendere con un fucile. L’arma, sempre secondo quanto sostenuto nel comunicato, sarebbe stata mostrata esclusivamente come deterrente e non utilizzata. La famiglia aggiunge infine che l’unica violenza fisica di quell’episodio sarebbe stata subita dallo stesso Roggero, colpito con un pugno al volto, e richiama alcuni passaggi degli atti processuali che, a suo dire, confermerebbero questa ricostruzione
L’obiettivo dichiarato della nota è quello di chiarire che il precedente del 2005 non dovrebbe essere utilizzato per stabilire collegamenti con la vicenda giudiziaria conclusasi con la sentenza definitiva relativa ai fatti del 2021.
Una presa di posizione che riaccende il dibattito
La pubblicazione del comunicato rappresenta la prima articolata presa di posizione della famiglia dopo gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria.
Il caso Mario Roggero continua infatti a dividere profondamente l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi ritiene che il gioielliere abbia reagito superando i limiti della legittima difesa; dall’altra, numerosi cittadini continuano a esprimere solidarietà nei suoi confronti, ritenendo la condanna eccessivamente severa rispetto alle circostanze in cui maturò la rapina.
In questo contesto, la famiglia ha scelto di intervenire per precisare la propria posizione sul precedente del 2005, chiedendo che tale episodio venga raccontato, a loro avviso, nel rispetto degli atti processuali e senza essere utilizzato per stabilire collegamenti con i fatti che hanno portato alla condanna definitiva.
Resta fermo che la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione riguarda esclusivamente i fatti avvenuti il 28 aprile 2021, per i quali il procedimento penale si è concluso con una decisione definitiva. Il comunicato diffuso dalla famiglia rappresenta invece una presa di posizione e una ricostruzione relativa al precedente del 2005, pubblicata con l’intento di fornire chiarimenti rispetto alle informazioni circolate negli ultimi giorni.
Fonti
- Profilo Instagram ufficiale di Mario Roggero (comunicato pubblicato dalla famiglia).
- ANSA.
- Provvedimenti giudiziari e atti richiamati nel comunicato della famiglia.



